Le terre rare sono tra le materie prime più strategiche della transizione ecologica. Indispensabili per la produzione di veicoli elettrici, turbine eoliche, robot industriali ed elettronica di consumo, rappresentano però anche uno dei principali nodi critici della filiera globale per via della loro scarsità e della forte concentrazione dell'estrazione in pochi Paesi.
Per affrontare questa sfida cresce l'interesse verso l'economia circolare, con tecnologie capaci di recuperare le materie prime critiche direttamente dai rifiuti elettronici. In questo scenario si inserisce RarEarth, startup italiana fondata nel 2023 con sede a Milano da Gianluca Torta, chimico di 29 anni, ed Enrico Pizzi, ingegnere di 28 anni. La giovane impresa si è aggiudicata nel 2024 il premio "Eni Joule for Entrepreneurship" grazie allo sviluppo di un innovativo processo chimico per il recupero efficiente ed economicamente sostenibile delle terre rare contenute nei magneti permanenti in neodimio-ferro-boro (NdFeB), presenti in numerosi prodotti giunti a fine vita. L'obiettivo è ambizioso: contribuire alla creazione di una filiera europea delle terre rare, riducendo la dipendenza dalle importazioni di materiali strategici.
Il processo sviluppato dalla startup consente inoltre di ottenere magneti permanenti riciclati con caratteristiche proprie, elevata qualità e un ampio spettro di applicazioni, destinate a settori come l'elettronica di consumo, la sensoristica, la mobilità elettrica e l'industria. L'innovazione consiste in un processo completamente integrato che permette di recuperare e riutilizzare direttamente le leghe magnetiche senza ricorrere a sostanze chimiche aggressive, un approccio che riduce significativamente l'impatto ambientale rispetto ai metodi tradizionali e consente di mantenere il valore delle materie prime recuperate.
Secondo l'azienda, circa 600 mila tonnellate di materiali a fine vita potrebbero essere trasformate in nuovi magneti ad alte prestazioni, evitando che elementi preziosi finiscano dispersi nei flussi dei rifiuti. Motori elettrici, hard disk, altoparlanti e numerosi componenti industriali rappresentano infatti un vero e proprio "giacimento urbano" da cui recuperare terre rare già estratte, limitando la necessità di nuove attività minerarie.

Il processo parte dall'analisi dei materiali conferiti, con una fase di campionamento che permette di stimare il contenuto magnetico e verificarne la qualità. Successivamente viene definita la soluzione più adatta, che può prevedere l'acquisto diretto del materiale oppure un servizio di trattamento e recupero. L'intera gestione, dalla raccolta al trasporto fino alla documentazione tecnica, avviene nel rispetto delle normative europee.
Per le aziende che producono rifiuti contenenti magneti permanenti, il recupero rappresenta anche un'opportunità economica: materiali che normalmente comporterebbero costi di smaltimento possono acquisire un valore commerciale grazie al riciclo delle terre rare.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il beneficio ambientale. La produzione di magneti attraverso il processo di riciclo sviluppato da RarEarth genera emissioni pari a circa 5,9 chilogrammi di CO₂ equivalente per ogni chilogrammo di magnete prodotto, contro i circa 25 chilogrammi associati alla produzione da materia prima vergine. Una riduzione delle emissioni che supera il 76%.
L'azienda dichiara inoltre di riuscire a recuperare il 100% del contenuto di terre rare presente nei magneti NdFeB provenienti dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, evitando perdite di materiale lungo il processo.
Oltre agli aspetti ambientali, il riciclo delle terre rare assume un'importanza crescente anche dal punto di vista strategico. L'Europa dipende ancora in larga misura dalle importazioni di queste materie prime critiche, fondamentali per lo sviluppo delle tecnologie legate alla decarbonizzazione.
Creare filiere di recupero e riutilizzo significa quindi aumentare la resilienza industriale, ridurre la dipendenza dalle importazioni e garantire una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti. Per questo motivo il riciclo dei magneti permanenti viene considerato uno degli elementi chiave per costruire un'economia realmente circolare, nella quale i materiali non vengono semplicemente smaltiti ma reinseriti nel ciclo produttivo.
In questa prospettiva, innovazioni come quella sviluppata da RarEarth mostrano come i rifiuti elettronici possano trasformarsi da problema ambientale a risorsa strategica, contribuendo contemporaneamente alla riduzione delle emissioni, al recupero di materiali critici e alla costruzione di una filiera industriale più sostenibile.