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Terre rare, il paese si mobilita  - L'Unione Sarda.it


Gonnosfanadiga.

25 settembre 2026 alle 00:47

Il sindaco convoca un Consiglio comunale aperto alla popolazione 

Non si placa l’allarme per il progetto Pira Inferida, che potrebbe portare i cacciatori di terre rare a Gonnosfanadiga. Dopo la denuncia del sindaco Andrea Floris sul piano di ricerca mineraria da quasi duemila ettari nelle montagne, il Municipio fa un nuovo passo: un Consiglio comunale aperto alla popolazione, per discutere le iniziative da mettere in campo a difesa del territorio. «L’assemblea darà maggiore forza al no, ora fisseremo la data», comunica Floris, che invita a non restare spettatori di una vicenda che potrebbe avere conseguenze importanti per i gonnesi.

I chiarimenti

Sulla questione interviene anche Mauro Pili, esponente di Sardi Liberi, apertamente contro il progetto Pira Inferida. In un lungo intervento pubblicato sui social, inserisce il progetto nella corsa internazionale ai minerali critici e chiede alla Regione di fare piena chiarezza. Pili punta soprattutto sulla necessità di conoscere ogni dettaglio dell’operazione: dall’istanza al programma dei lavori, dalle perforazioni previste alle garanzie finanziarie, fino ai soggetti coinvolti. E solleva interrogativi sulla società proponente, Raw Materials Italia Srl, soffermandosi sul capitale sociale dichiarato di diecimila euro e chiedendo che siano resi pubblici eventuali finanziatori, partner industriali e imprese incaricate dei lavori.

L’allarme

Sono questioni che, mentre il procedimento muove i primi passi, si intrecciano con una preoccupazione ormai sempre più diffusa a Gonnosfanadiga. Sui social network si moltiplicano commenti, post e prese di posizione di cittadini contrari all’ipotesi di nuove attività minerarie nelle montagne. «È una notizia che scuote noi gonnesi fin nel profondo, non possiamo permettere di sventrare il cuore dei nostri monti per le pretese di una multinazionale», è uno dei messaggi più condivisi dagli abitanti. La prospettiva che alimenta di più il timore è legata al possibile passaggio dai sondaggi all’eventuale coltivazione mineraria. Al momento, infatti, si parla di un’istanza per attività di ricerca, ma proprio la possibilità che eventuali risultati favorevoli possano aprire una fase successiva ha trasformato il progetto in una questione che il paese vuole seguire da vicino.

La strategia

Il prossimo appuntamento sarà dunque il Consiglio comunale aperto. Una sede istituzionale, ma soprattutto un momento di importante confronto con i cittadini, chiamati a partecipare e a discutere le iniziative da intraprendere. La vicenda di Pira Inferida supera ora i confini del procedimento amministrativo e diventa una questione collettiva, capace di riunire istituzioni e comunità attorno a una domanda precisa: quale futuro si vuole per le montagne di Gonnosfanadiga? La risposta arriva forte dal paese: prima di qualunque passo si deve conoscere, discutere e difendere quella terra considerata parte dell’identità.

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