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Terremoto Campi Flegrei: «Le nostre notti in strada, ci sentiamo abbandonati»


Nelle strade dove alle 19.46 di venerdì si sono precipitati mentre le loro case tremavano e le pareti scricchiolavano, gli abitanti di Pozzuoli ci hanno trascorso l’intera notte. Una notte fatta di lunghe attese, nella speranza di rientrare prima possibile nelle proprie abitazioni, ma anche di dubbi, pensieri, paure e rabbia che con il passare delle ore montavano sempre di più tra i residenti fisicamente esausti e psicologicamente provati da una situazione che ormai si protrae da anni e che ha raggiunto il suo apice con terremoto di venerdì. Sul lungomare Pertini di via Napoli e al centro di Pozzuoli si vedono intere famiglie ed anziani in sedia a rotelle che non sanno nemmeno cosa aspettare. La notte appena trascorsa non ha placato l’angoscia e alle nove del mattino quella che li attende è una giornata piena di incognite, oltre che di temperature infuocate.

LA PAURA

«Una scossa così forte non si era mai avvertita – dice una donna con le lacrime agli occhi ancora visibilmente spaventata. Purtroppo casa mia è in uno dei palazzi maggiormente danneggiati e ora sto aspettando l’arrivo dei vigili del fuoco per le verifiche strutturali e per capire se e quando potrò entrare in casa per prendere qualcosa perché non ho avuto il tempo di fare nulla. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. Protezione civile e Croce rossa sono intervenuti ma solo dopo due ore abbiamo ricevuto un po’ d’acqua. La situazione è pesante ma per fortuna siamo ancora vivi».

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Quella di venerdì non è stata la prima scossa. Ma nessuno ne aspettava una così forte: «È stata una cosa incredibile, mai vista – dice un anziano signore -. Una paura assurda che mi ha spinto a passare la notte seduto su delle sedie insieme a mia moglie e mio figlio. È stato pesante ma per ora in casa non ci torniamo. Siamo in balia delle onde, mi rendo conto che qui nessuno può fare miracoli ma ci sentiamo abbandonati a noi stessi». Sono in tanti ad aver trascorso la notte in strada, ma per alcuni il pensiero principale va agli anziani e ai bambini: «È stata una nottataccia – dice un uomo sulla sessantina – la cosa più brutta però è stata vedere persone anziane allettate e bambini di pochi mesi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Non c’è assistenza, ma non da ora, bensì da tre anni. Ieri sera abbiamo avuto il colpo di grazia. Quello che chiediamo è attenzione, ci sentiamo abbandonati dall’amministrazione comunale». C’è poi chi, tra coloro che hanno passato la notte in strada, quando viene intervistato la mattina dopo fatica a trattenere le lacrime: «Non piango per dignità. La mia casa è demolita, le pareti distrutte, sono senza parole. Solo due mesi fa la avevo aggiustata a spese mie e ora siamo punto e a capo – dice un giovane uomo -. Ora ci sono i vigili del fuoco che stanno facendo le verifiche di agibilità ma viste le condizioni del palazzo dubito che potremo rientrare in casa, non metto a repentaglio la vita di mia moglie e di mia figlia. Mi chiedo solo cosa ne sarà di noi, da ieri sera siamo abbandonati da tutti. Il Comune di Pozzuoli dovrebbe intervenire immediatamente per cercarci una sistemazione alternativa».

IL FUTURO

Dopo la paura legata al terremoto, quello che maggiormente preoccupa i residenti è l’incertezza del futuro. Tra loro c’è Maria, 32 anni, che vive con il suo compagno in un appartamento del Rione Artiaco, tra le zone più colpite dal sisma: «La notte l’ho passata dai miei genitori a Monterusciello ma mi chiedo che fine faremo. Sono molto legata a questa casa perché è della mia famiglia da generazioni. Qui ci sono ricordi, affetti ed emozioni. E il pensiero di doverla abbandonare mi devasta». Con le lacrime che le bagnano il viso Maria ricorda anche i drammatici secondi del terremoto: «Io mi sono paralizzata per la paura, il mio compagno mi ha presa di peso e mi ha trascinata fuori, altrimenti non so cosa avrei fatto. Poi mi sono ritrovata in strada con il pigiama addosso, non ricordo altro». Sono ancora tante le testimonianze di quei momenti di terrore: «Non ci sono parole, una paura tremenda», dice una anziana signora. E un’altra, più giovane: «Abbiamo avvertito la scossa pienamente. È stata lunghissima e di grande intensità, molto più forte di quella di marzo. Non ce l’aspettavamo». «Ero in bagno a farmi doccia e shampoo e le pareti hanno iniziato ad oscillare. Poi è mancata la corrente, gli oggetti cadevano dalle mensole», aggiunge una ragazza. Accuse di scarsa assistenza arrivano anche dal parroco di Pozzuoli, don Mario Russo: «La situazione è critica – scrive in un post -. Ci sono palazzi gravemente lesionati, alcuni sventrati. Una parte della montagna caduta e tutto questo è avvenuto nella totale solitudine. È questo il piano della protezione civile decantato ed efficace della nostra città».