Giovedì 17 settembre , in prima serata, va in onda il thriller del 2017 diretto da Martin Campbell. Al centro un Jackie Chan in versione drammatica, contrapposto a Pierce Brosnan, per una storia di dolore, vendetta e segreti sepolti
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Quan è un uomo schivo che gestisce un ristorante cinese a Londra e vive per la figlia adolescente. La sua esistenza va in frantumi quando un attentato terroristico, rivendicato da una frangia dissidente dell'IRA, uccide la ragazza sotto i suoi occhi. Distrutto dal dolore, Quan chiede una sola cosa: i nomi dei responsabili. Ma le autorità tergiversano e le risposte non arrivano. Deciso allora ad agire da solo, l'uomo punta lo sguardo su Liam Hennessy, influente politico nordirlandese con un passato legato proprio all'organizzazione paramilitare, convinto che sappia più di quanto voglia ammettere. Quello che sembra un anziano padre indifeso si rivela però un avversario temibile: alle spalle ha un addestramento militare mai dimenticato, che trasforma la sua richiesta di giustizia in una guerra personale sempre più pericolosa.
A dare corpo a Quan è Jackie Chan, che qui abbandona i panni consueti per un ritratto dolente e minimale. Di fronte a lui c'è Pierce Brosnan nel ruolo di Liam Hennessy, uomo di potere combattuto tra la rispettabilità raggiunta e i fantasmi di un tempo. Attorno a questo duello si muove un cast britannico e irlandese di solido mestiere: Orla Brady è la moglie di Hennessy, mentre completano il quadro interpreti come Dermot Crowley, Ray Fearon, Rory Fleck Byrne e Michael McElhatton, volti che intrecciano le trame politiche e i segreti al cuore della vicenda.
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Il fascino del film sta soprattutto nella prova del suo protagonista. Lontano dalle acrobazie sorridenti e dalla comicità fisica che lo hanno reso una star mondiale, Jackie Chan costruisce qui un personaggio spezzato, silenzioso, mosso da un unico scopo. È un padre prima ancora che un combattente, e la sua vulnerabilità rende la sete di giustizia ancora più credibile. Le scene d'azione non mancano, ma sono asciutte e realistiche, al servizio del dramma più che dello spettacolo puro.
Dietro la macchina da presa c'è Martin Campbell, regista con una lunga esperienza nel cinema d'azione di respiro internazionale. Curiosamente, proprio Campbell aveva diretto Pierce Brosnan nel suo debutto nei panni di James Bond, in GoldenEye: i due si ritrovano qui su fronti opposti. Il film è tratto dal romanzo The Chinaman dello scrittore britannico Stephen Leather, pubblicato all'inizio degli anni Novanta, e ne conserva l'intreccio di tensione personale e sfondo politico, ambientato nel delicato contesto dei rapporti tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord. All'uscita, nel 2017, la pellicola ottenne un buon riscontro commerciale, incassando ben oltre il proprio budget.
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