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"Ti schifavo!", Conte amarcord Juve tra Ferrara e Tevez: "10 km o te ne vai subito"


"Ti schifavo!", Conte amarcord Juve tra Ferrara e Tevez: "10 km o te ne vai subito"© Redazione

19 luglio 2026, 19:24 (Aggiornato il 19 luglio 2026, 20:42)

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Una giornata con gli occhi puntati alla finale del Mondiale tra Spagna e Argentina. E anche Conte, ospite nella trasmissione di Dazn, commenta la sfida ma non solo anche qualche passaggio legato agli ultimi due anni al Napoli fino ai ricordi Juve con Ferrara al suo fianco. L'allenatore al momento è libero, dopo l'addio con i partenopei, e parla anche del futuro. Poi un paio di belle sorprese con il video messaggio di Matri e Tevez proprio per l'ex tecnico bianconero che ha avuto entrambi i calciatori. 

Conte-Ferrara e i ricordi Juve

L'aneddoto di Conte e Ferrara: "Con Ciro non è stata proprio una storia idilliaca all'inizio. Lui era il capitano del Napoli mentre io quello della Juve. Quando è venuto a Torino mi ha detto: 'Ti schifavo' (ride ndr). Erano proprio botte in campo, sempre con il massimo rispetto ma c'era proprio rivalità. Poi un bel giorno...". E qui ha continuato Ferrara: "Fammi fare furbo. L'ho abbracciato e togliamoci sta storia di mezzo per cortesia, ora siamo compagni di squadra. Lui era già una colonna della Juve". Ancora Conte: "Ciro è una persona che si fa voler bene, quello poi era un gruppo non solo di grandi calciatori ma di grandi uomini. È stato facile per me assorbire l'entrata di Ciro perché stiamo parlando di uno dei migliori difensori in quel momento"

Gli anni a Napoli e il futuro

L'allenatore poi parla del momento dopo l'addio al Napoli: "Sto bene. Manca il campo? Sinceramente sto bene, molto sereno. Il fatto di aver concluso due splendide annate con il Napoli mi ha riempito di grande gioia, soddisfazione anche a livello umano. Napoli mi ha dato tanto. Adesso mi sto godendo la famiglia, le vacanze perché sono uno che quando lavora spende tantissimo a livello energetico. Tante volte mi rendo conto che ho bisogno di recuperare. Ora posso parlare di calcio in attesa di sviluppi durante l'anno"

Spagna-Argentina, Conte: "Scaloni e De la Fuente se la stanno godendo"

Sulla finale del Mondiale: "Delle quattro che sono arrivate a giocarsi la semifinale sicuramente avrei detto queste squadre. Potevo prevedere un inserimento da parte della Germania ma ha avuto un Mondiale un po' difficile come il Brasile. Queste sono le quattro squadre che poi siano arrivate Spagna e Argentina è un discorso, ma sarebbero potuto arrivare anche Francia e Inghilterra. Stiamo parlando di nazionali molto forti. La Spagna è quella che si avvicina di più a un club, le altre sono più selezioni di giocatori fortissimi". Sui ct: "Scaloni e De la Fuente sono in una situazione ottimale perché hanno gia fatto qualcosa di straordinario per quanto fatto in passato e ottenuto oltre alla possibilità di fare la storia. Sono due allenatori molto empatici, soprattutto Scaloni mi ha sorpreso perché secondo me è molto bravo nella gestione del gruppo. Vedi l'Argentina che è una squadra che gioca per il popolo, hanno un senso di appartenenza molto alto. Penso se la stia godendo perché ha fatto qualcosa di straordinario al di là che si possa vincere o perdere. Ho viste le interviste ed entrambi li ho visti sereni, De la Fuente molto convinto della forza del lavoro. Forse è l'Argentina a sentire la pressione proprio per il tifo"

Matri, il video messaggio e la risposta di Conte

A seguire anche una sorpresa per Conte con il video messaggio da parte di Matri: "Spero di vederti presto su un'altra panchina di una big perché è il posto che più ti meriti. Sai quanto sei stato importante per me e la mia carriera. Ti mando un grande abbraccio e buona finale" le parole dell'ex attaccante della Juve. E la risposta del tecnico: "L'ho incontrato a Ibiza ed era insieme a Grosso e un gruppo di amici. Con Ale c'è un rapporto molto bello. Lui è stato il bomber del primo scudetto alla Juve. È un ragazzo eccezionale, per bene... Non si è sposato e gliel'ho ridetto, ha una bellissima moglie, figli e deve fare questo passo"

Tevez e il saluto di Conte

"Mister ti devo mandare un grande abbraccio, spero che stai bene. Un saluto grande. Aneddoto? Ne ho tanti. Quello più importante: dovevamo fare una seduta di allenamento di corsa e mi disse '10 chilometri di corsa o te ne vai'", spiega proprio Tevez (intervistato anche qualche settimana fa in cui ha parlato dell'Italia e proprio di Conte). Da qui la risposta di Conte: "Io venivo da una buona scuola che è quella di Ventrone e Lippi, Ciro sa benissimo che allenamenti facevamo. Vi posso assicurare che gli allenamenti che facciamo fare oggi sono lontani a livello di fatica rispetto al passato. Tevez lo prendiamo nel mio terzo anno alla Juventus, più di una persona mi dice 'Guarda che è forte ma è una testa calda'. Carlitos è arrivato in un gruppo talmente forte e in fiducia per quello che stavamo facendo sul campo ed ero certo che lui lo seguisse. In un'intervista qualche tempo dopo disse che sarebbe voluto arrivare prima alla Juve per essere allenato da me perché avrebbe avuto una carriera migliore rispetto a quella avuta. Quindi un grande in bocca al lupo a Carlos che ora fa anche l'allenatore. Ho tanti bei ricordi con lui"

Bellingham, l'Inghilterra e la garra Spagna-Argentina

Conte poi è tornato sul Mondiale: "Bellingham? Si vede che è un giocatore tosto e quando deve parlare lo fa, sia dentro che fuori dal campo. Ha solo 23 anni ma è un calciatore molto forte. Uno dei migliori talenti che c'è. Inghilterra? Sono un po' particolari perché per loro il contatto ci deve essere durante la partita, se invece vai sulla dialettica o a trovare qualcuno che è bravo a innervosire l'avversario non sono così. Non cercano giochetti psicologici perché loro in Inghilterra non vogliono neanche, vengono fischiati. Spagna? Anche loro sono un po' fetentucci. La prima cosa da fare è ammonire ai tuoi giocatori per non reagire. Oggi è pari la situazione perché sono due squadre instigatrici". Su Romero: "È un po' sottovalutato per il Mondiale che sta facendo. Penso sia uno dei migliori per distacco rispetto agli altri. È cresciuto tanto. Leggo che qualche squadra italiana abbia espresso la volontà di prenderlo ma non so se il Tottenham ha voglia di venderlo. Il Cuti è un altro giocatore spigoloso ma anche a noi Ciro, cosa ci insegnavano? Appena c'era un giocatore dribblomane ci dicevano di dargliela subito mente oggi si sta un po' perdendo questa cosa. Gli argentini e gli spagnoli sono ancora di strada ed è una cosa positiva perché poi in partita ti capitano certe situazioni ed è sempre mors tua, vita mia. Saperci fare a innervosire l'avversario fa parte del gioco". 

Conte: "Tuchel ottimo allenatore, critiche eccessive"

Conte parla del ct inglese: "Lo valuto in maniera positiva. L'Inghilterra è una squadra forte e ha lasciato a casa tanti calciatori che meritavano di stare al Mondiale. Potevano esserci loro a giocare la finale. Dispiace perché ti rendi conto a volte come l'allenatore può spostare degli equilibri. Tuchel non è difensivista, io lo conosco bene ed è un bravissimo tecnico. Durante la partita noi comunque mandiamo sempre dei messaggi. Purtroppo contro l'Argentina quella sostituzione di Gordon per fare entrare Komsa, io non penso lui volesse mandare un messaggio difensivo ma il gruppo l'ha percepito in questa maniera. In un momento del genere puoi anche pensare a un rinforzo dietro visto come stava evolvendo la partita. È successo qualcosa di veramente strano perché sembravano pietrificati. Tuchel non è riuscito a far cambiare l'inerzia in quel senso, dispiace perché le critiche sono state pesanti. La lite in campo? A volte succedono queste cose ma restano lì". 

Zidane, la Francia e il lavoro di Deschamps

Il discorso poi passa alla Francia: "Zizou penso prenda la miglior squadra in assoluto. È da tanto tempo che è fermo ma ha dimostrato nella gestione del Real Madrid di vincere tre Champions e di essere bravo ad allenare giocatori forti. La Francia ha giocatori forti, forse fin troppo, e lui ha modo di poter portare avanti un ciclo importante dopo il lavoro ottimo di Didier. Ha tante percentuali di vittoria. Se riesce Zizou a costruire anche una squadra e non solo una selezione aumenta le possibilità di poter vincere anche negli anni successivi. Mi ricordo quanto ho fatto i due anni di Nazionale abbiamo fatto una riunione con tutti i ct in Russia. Didier mi disse: 'Finché non mi cacciano io resto qui'. Italia per Didier? Io non so adesso quale sia la sua idea. Dopo 14 anni di nazionale non so quanto sia facile poi rituffarsi in un club. Io penso faccia bene a riposarsi e poi a prendere la miglior decisione. Può fare tutto per quanto ha dimostrato". 

Il blind ranking di Conte e il ricordo di Vialli

Poi viene fatto fare un gioco a Conte, ovvero il blind ranking con i nomi di alcuni calciatori del passato e posizionandoli in una classifica: "Del Piero al terzo posto, Zidane lo metto al secondo posto". Poi arriva Baggio: "Mi mettete in difficoltà: lo metto al quarto. Ferrara al sesto". Al turno di Vialli un po' di commozione e due parole: "Intanto lo metto al primo posto. È stato un compagno eccezionale, a me ha trasmesso veramente tanto sul discorso della leadership. Io arrivai prima di lui alla Juve, ma quando Lippi ha deciso di dargli la fascia ha fatto la scelta giusta. Ci ha insegnato tanto e ho imparato tanto da lui. Ho avuto l'opportunità di vederlo un mese prima che mancasse. Andammo a cena insieme a mia moglie e con Gianluca. L'ho visto bene, ha mangiato e bevuto, vedevi proprio voleva godersi quella serata. Dopo un mese è venuto a mancare, ho pensato che qualcosa lui sapeva di come stesse andando a terminare. Nonostante questo in quella occasione è stato super positivo. Lo abbiamo visto anche in Nazionale cosa ha fatto e trasmesso ai giocatori. Noi che abbiamo la chat con quelli che hanno vinto la Champions con la Juve lui è sempre presente". Poi il gioco continua: "Totti lo metto al quinto posto. Maldini, il più forte difensore che abbiamo avuto, lo mettiamo al settimo. Buffon all'ottavo posto, ma penso che Gigione sarà contento ed è l'unico portiere e sono tutti giocatori di livello top"

L'Italia e il pensiero di Conte

Il commento dell'allenatore sul momento dell'Italia: "Io ci sono già stato come ct ed è stata una bellissima esperienza. Penso siano state messe persone di valore a capo della struttura. Malagò lo conosciamo tutti per quanto ha fatto al Coni ed è una persona di spessore. Paolo Maldini non poteva rimanere fuori dal calcio perché si è sempre contraddistinto per la sua lealtà. Ha fatto bene anche al Milan. Io credo debba esserci condivisione nella scelta, questa è la cosa più importante. Una volta che si fa la scelta del ct deve essere in maniera assoluta e deve essere una prerogativa. Io non sono stato contattato".  Poi arriva in diretta video anche Giaccherini: "Antonio è stato un allenatore che mi ha cambiato la vita. Mi ha portato a vincere. Mi ha condotto in Nazionale. Ma soprattutto il valore umano che mi ha trasmesso. È un piacere incontrarlo. Lo vede bene in quella poltrona rossa"

I ricordi da commissario tecnico

E sui ricordi da Ct: "In quella Nazionale quel che eravamo riusciti a fare all'Europeo era proprio giocare come un club. Io ad aprile ho avuto il colloquio con il Chelsea e ho deciso di andare ma l'ho sempre detto, quel giorno che siamo usciti ai rigori con la Germania è stato un giorno molto triste. Ero dispiaciuto di lasciare quel gruppo, sentivo che non fosse giusto e infatti ci siamo lasciati tra le lacrime. Quel che dovrà nascere nella nuova Nazionale è proprio questo, far tornare quel senso di appartenenza. Siamo noi a dover dare qualcosa ai tifosi per portarli dalla nostra parte. Giusto fare questo tipo di sceltee in questo momento. Mi auguro venga fatto tutto per il meglio. Abbiamo fatto un'impresa al contrario a non qualificarci per tre volte consecutive. La pressione che ti dà la competizione, Europeo o Mondiale, senti proprio una nazione che ti dà la spinta dietro"

Lautaro Martinez e il mercato su Greenwood

Conte poi elogia Lautato Martinez: "Io sono arrivato all'Inter quando poi lui l'anno prima con Spalletti non era un titolare. Io l'ho messo con Lukaku per una copia che si sposava alla perfezione e ci hanno permesso di vincere lo scudetto dopo 10 anni. Lautaro è cresciuto tanto a livello di leadership. Io considero un'Inter con lui e senza di lui, è un giocatore fondamentale perché è un giocatore che trascina e viene riconosciuto dai compagni. Lui dà sempre tutto quando gioca. Lui sognava questo momento da quando era bambino e ora è lì a giocarsi il Mondiale. Il suo gol ha deciso la sfida con l'Inghilterra. Difficile dare un valore a Lautaro perché a che prezzo lo venderesti. Gestione? Lui da questo punto di vista sta facendo un salto di qualità, capisci i momenti. Quando sei più giovane a volte fatichi a capire certe dinamiche di gestione". Poi anche due parole sul mercato con Greenwood: "Un peccato perché avrebbe fatto fare un bel salto alla Roma. Lo abbiamo seguito anche col Napoli due anni fa, ho parlato anche con lui e il papà ma alla fine non se n'è fatto niente. Ora è andato al Fenerbahce, quindi un'occasione persa per la Roma".  

L'analisi tattica di Spagna-Argentina e il retroscena Messi-Chelsea

Conte fa un'analisi tattica della finale: "La Spagna preferisce mantenere la superiorità numerica dietro e portare la pressione dalla parte opposta con l'esterno. Soluzione per uscire dal pressing? Dovessero portare questa scelta anche stasera, penserei di giocare se fossi Scaloni con i due centrocampisti in verticale: un regista e uno un po' più avanti perché costringi uno dei due esterni ad accentrarsi e lasciare spazio esterno. De la Fuente sta facendo un ottimo lavoro perchè non è facile trasmettere certe idee in poco tempo. Messi? La posizione la trova lui ma quello che dice ai compagni è farsi dare la palla e poi trovare il muro. Un giocatore che quando trova la giocata può creare tantissimi problemi". Poi l'aneddoto con l'abbraccio a Messi in Chelsea-Barcellona: "Gli stavo chiedendo se fosse vero che lui sarebbe dovuto arrivare al Chelsea. Il ds allora mi disse: 'Cosa ne pensi se prendessimo Messi?'. E lui mi ha risposto con un 'No'". Su Lamine Yamal: "Stiamo parlando di un crack assoluto. C'è da vedere se riesce a tenere questo livello per tutta la carriera, soprattutto a livello mentale. Prima di giocatori come lui se ne vedevano di più perché si giocava di più per strada. Oggi manca un po' tra i giovani questa cosa"

Conte: "Kante, con lui è come avere due calciatori"

Poi un nuovo gioco per Conte, ovvero quello di scegliere tra i giocatori avuti: Kane supera i primi due livelli con Hakimi e Courtois poi viene superato da Kante, "con lui è come avere due calciatori in più". Il centrocampista francese supera anche McTominay, "mi ha dato tanto ma ancora deve lavorare per arrivare a quel livello" e De Bruyne, ma perde il confronto con Lautaro: "Oggi dico lui" e alla fine l'attaccante argentino dell'Inter vince il duello con Lukaku. Per questo la scelta di Conte è ricaduta sul 22 dell'Argentina. 

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Una giornata con gli occhi puntati alla finale del Mondiale tra Spagna e Argentina. E anche Conte, ospite nella trasmissione di Dazn, commenta la sfida ma non solo anche qualche passaggio legato agli ultimi due anni al Napoli fino ai ricordi Juve con Ferrara al suo fianco. L'allenatore al momento è libero, dopo l'addio con i partenopei, e parla anche del futuro. Poi un paio di belle sorprese con il video messaggio di Matri e Tevez proprio per l'ex tecnico bianconero che ha avuto entrambi i calciatori. 

Conte-Ferrara e i ricordi Juve

L'aneddoto di Conte e Ferrara: "Con Ciro non è stata proprio una storia idilliaca all'inizio. Lui era il capitano del Napoli mentre io quello della Juve. Quando è venuto a Torino mi ha detto: 'Ti schifavo' (ride ndr). Erano proprio botte in campo, sempre con il massimo rispetto ma c'era proprio rivalità. Poi un bel giorno...". E qui ha continuato Ferrara: "Fammi fare furbo. L'ho abbracciato e togliamoci sta storia di mezzo per cortesia, ora siamo compagni di squadra. Lui era già una colonna della Juve". Ancora Conte: "Ciro è una persona che si fa voler bene, quello poi era un gruppo non solo di grandi calciatori ma di grandi uomini. È stato facile per me assorbire l'entrata di Ciro perché stiamo parlando di uno dei migliori difensori in quel momento"

Gli anni a Napoli e il futuro

L'allenatore poi parla del momento dopo l'addio al Napoli: "Sto bene. Manca il campo? Sinceramente sto bene, molto sereno. Il fatto di aver concluso due splendide annate con il Napoli mi ha riempito di grande gioia, soddisfazione anche a livello umano. Napoli mi ha dato tanto. Adesso mi sto godendo la famiglia, le vacanze perché sono uno che quando lavora spende tantissimo a livello energetico. Tante volte mi rendo conto che ho bisogno di recuperare. Ora posso parlare di calcio in attesa di sviluppi durante l'anno"