VENEZIA - È finita al pronto soccorso la serata di un tifoso lagunare dopo Milan-Venezia. Marco F. era tra i circa 1.500 sostenitori arrivati a San Siro per Milan-Venezia e racconta di essere stato «scaraventato a terra da due steward». Ha presentato un esposto in Questura e sulla vicenda, riferisce, sono in corso accertamenti. «Quando ci hanno dato il permesso di uscire nella piazzetta fuori dal “bovolo” di San Siro mi sono messo a camminare velocemente per raggiungere il luogo dove erano situati i pullman» racconta. «Ho trovato il cordone di sicurezza della polizia e sono andato lì a dire: “Ci avete detto che potevamo andare via”. Un poliziotto mi ha respinto e due steward mi hanno alzato di peso e scaraventato a terra».
Da lì, secondo la sua testimonianza, è nato un tafferuglio: «Con i miei amici gli animi erano già caldi per l’attesa verificatasi dopo 40 minuti dalla fine della partita e altro tempo nel “bovolo” con una grata. Poi, dopo esser stato portato via di peso, ho perso i sensi per un paio di minuti. Non ricordo nulla. Mi sono risvegliato con un infermiere che mi stava chiedendo chi fossi, sempre dentro al piazzale. Mi ha domandato se ricordassi cos’era successo: un po’ sì, ma dopo la caduta niente».
Marco ricorda anche l’orario: «Erano le 23.40, stavo commentando il tempo di attesa per la navetta». Poi l’ambulanza e il trasferimento al Policlinico di Milano: «Mi hanno fatto esami, accertamenti e la Tac. Sono stato dimesso alle 11 del mattino». La prognosi è di cinque giorni: «Ora va tutto bene. Però sono andato in Questura per la denuncia, anche perché un poliziotto me l’ha suggerito. C’erano cinque telecamere di San Siro, gli steward non possono comportarsi così. Mi è stato detto che inizieranno le indagini e valuteranno».
L’episodio si inserisce in una trasferta che, secondo i tifosi veneziani, era stata caratterizzata da diversi disagi già dall’arrivo. I sostenitori, tra cui bambini e famiglie, erano arrivati con i pullman e avrebbero dovuto trovare accoglienza a San Siro. Invece, prima di raggiungere lo stadio, raccontano, sono rimasti circa 45 minuti fermi in un parcheggio scambiatore «senza servizi igienici (spiega un tifoso che preferisce restare anonimo)», contestando quindi la gestione della sicurezza. Al Meazza il settore assegnato era quello del terzo anello, descritto dai presenti come una «piccionaia, con una visuale molto limitata». Critiche anche per i servizi, per tutti erano disponibili un bagno con quattro wc e un solo bar. Una situazione giudicata particolarmente pesante per chi era arrivato allo stadio con bambini e anziani.
«Se si incentivano famiglie, coppie, amici e gente normale a venire allo stadio, poi non si può trovare una situazione del genere. Dopo una lunga attesa all’interno dello stadio, centinaia di tifosi sarebbero rimasti bloccati per oltre venti minuti lungo le scale della spirale di uscita, ammassati in spazi ristretti, in un clima di caldo, aria pesante e crescente agitazione, con episodi di malori e forte disagio per bambini che sicuramente non vorranno tornare alle trasferte. All’esterno, la presenza massiccia di forze dell’ordine in assetto antisommossa e il blocco dei varchi da parte degli steward avrebbero ulteriormente ostacolato lo sfollamento, in un contesto in cui non si erano registrate tensioni tra tifoserie», spiega Emanuele Rigato de l’Unionista, nel chiedere chiarimenti sulla gestione ad «A.C. Milan, Lega Calcio Serie A, Questura di Milano, Prefettura e Comune di Milano». Rigato sottolinea l’assenza di rischi con quelli del Milan: «C’è amicizia con il tifo del Milan, non un gemellaggio, ma un ottimo rapporto. Durante la serata è stato anche intonato un coro per Baresi ricevendo l’applauso dei locali», fattore che rende incomprensibile il trattamento ricevuto.