BOLOGNA – “La tensione di ieri non è dovuta agli abitanti della Bolognina e nemmeno agli spacciatori e ai cattivi frequentatori. Purtroppo ieri abbiamo visto uno spettacolo indecente, che vediamo nella nostra città ripetersi da troppo tempo, di influencer di estrema destra che provano ad aizzare la tensione e lo scontro. Credo che questa cosa vada assolutamente condannata da tutte le istituzioni e da tutte le forze politiche, invece che andarci a braccetto”. Lo dichiara il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, interpellato sulle contestazioni antifasciste andate in scena ieri nei confronti di un gruppo di ‘influencer del degrado’ guidati da Ambrose Omo Irogho, noto sui social come Jolly Time. In pratica, mentre il gruppo di una dozzina di influencer e tiktokers erano in giro per la Bolognina e fare video social a tema degrado urbano, si sono incontrati-scontrati con una cinquantina di attivisti dei collettivi. Sono volati insulti e ci sono stati momenti di grande tensione. Tra i tiktoker arrivati in città c’erano anche alcuni olandesi di Dutch Travel Maniac, il canale di Tom van den Heuvel, noto per le sue posizioni di destra e contro l’immigrazione. Bologna non è la prima città europea che viene presa di mira e messa alla berlina sui sbandierando criminalità e degrado urbano.
Proprio ieri, intanto, Lepore ha parlato della situazione in Bolognina in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Abbiamo incontrato il prefetto, il questore, le forze dell’ordine e abbiamo rappresentato ciò che i cittadini ci chiedono e ci dicono, cioè che nell’ultimo anno- riferisce il sindaco, a margine di un’iniziativa- le cose in Bolognina sono migliorate, in particolare di giorno, grazie anche al lavoro della Procura e all’esposto che abbiamo fatto insieme all’assessora Matilde Madrid”. Ora, però, “occorre concentrarsi di più sulla notte, con una maggiore presenza di pattuglie, quindi abbiamo chiesto che ci sia un’organizzazione in tal senso- continua Lepore- e poi di completare la stazione e gli interventi sulla stazione, perché sappiamo quanto sia importante”. Infine, aggiunge Lepore, “abbiamo chiesto un tavolo di lavoro sui temi della salute mentale e delle dipendenze, perché non ci sono unità di strada a disposizione per fare questo, soprattutto sulla salute mentale. Abbiamo visto il modello di Firenze e vorremmo importarlo anche qui a Bologna”.