Il Barcellona nella bufera. Dopo il caos che nelle scorse ore ha coinvolto il Manchester City in Premier League, seppur per motivi differenti, ora sono i blaugrana ad essere finiti nell'occhio del ciclone. Il club catalano al centro dell'attenzione, nuovamente coinvolto negli sviluppi del cosiddetto “caso Negreira”. A ricostruire la vicenda è il quotidiano spagnolo Diario AS, che rimarca come la UEFA abbia aperto ufficialmente un procedimento disciplinare sulla questione, anche sulla base della documentazione trasmessa dal Real Madrid. La richiesta dei blancos è netta: revocare tutti i titoli al Barcellona nel lasso di tempo in questione.
La società madrilena avrebbe inviato alla UEFA circa 50.000 pagine, insieme a migliaia di documenti, dichiarazioni e altri elementi raccolti dalle parti coinvolte. L’obiettivo sarebbe stato sollecitare un’indagine approfondita sui pagamenti effettuati dal Barcellona nei confronti di José María Enríquez Negreira. Negreira ricopriva all’epoca l’incarico di vicepresidente del Comitato tecnico degli arbitri della Federazione calcistica spagnola (lo ha fatto dal 1994 fino al 2018). Tra il 2001 e il 2018, il club catalano avrebbe versato complessivamente 8,4 milioni di euro a società riconducibili all’ex dirigente arbitrale.
Il procedimento dovrà chiarire la natura di quei pagamenti, le ragioni per cui furono effettuati e l’eventuale influenza che i rapporti commissionati dal Barcellona avrebbero potuto esercitare sul regolare svolgimento delle competizioni. La spiegazione ufficiale del Barcelona è che i pagamenti servissero per "rapporti tecnici e informazioni di scouting sugli arbitri" che fornivano ad allenatori e staff tecnici per prepararsi alle partite. Quando gli inquirenti chiesero allo stesso Negreira a cosa servissero quei milioni, la risposta fu: "Mi pagavano per garantire la neutralità arbitrale".
La vicenda era emersa pubblicamente nell’aprile del 2023, quando il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, aveva definito il caso uno dei più gravi mai visti nel calcio. Il numero uno del calcio europeo aveva precisato di non poter entrare nei dettagli, ricordando l’indipendenza degli organi disciplinari incaricati dell’indagine. Ceferin aveva però sottolineato una differenza sostanziale tra la giustizia sportiva spagnola e quella europea.
Sebbene per le autorità sportive della Liga i fatti risultino ormai prescritti e non possano produrre conseguenze sul piano agonistico nazionale, secondo la UEFA il procedimento non sarebbe soggetto agli stessi limiti temporali. Per circa tre anni e mezzo l’organismo di Nyon avrebbe atteso gli sviluppi dell’indagine giudiziaria. La documentazione trasmessa dal Real Madrid avrebbe tuttavia contribuito a cambiare lo scenario, spingendo la UEFA a considerare la vicenda sufficientemente grave da giustificare l’apertura di un fascicolo.