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Torino, 39enne ucciso e smembrato in casa: fermati una professoressa e due ragazzi


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Il delitto sarebbe maturato al termine di una colluttazione, in un contesto segnato dal consumo di droga

Tre persone, una ragazza, un ragazzo e una professoressa di 46 anni, sono state fermate per l’omicidio di Fabio Colapietro, il 39enne residente a Settimo Torinese trovato massacrato con un bastone, fatto a pezzi e nascosto in sacchi neri e secchi colmi di cemento in un appartamento di via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria di Torino.

Omicidio a Torino, 3 indagati

Tra gli indagati c’è Nicole Formichetti, insegnante dell’Istituto di istruzione Tommaso D’Oria di Ciriè, originaria della provincia di Rieti. Per gli investigatori il delitto sarebbe maturato in un contesto segnato dal consumo di droga, mentre la Squadra mobile sta ricostruendo ruoli e responsabilità di ciascuno. I tre provvedimenti sono stati eseguiti in forza di un decreto di fermo emesso dal pubblico ministero.

Il giovane è gravemente indiziato dell’omicidio, mentre le due donne, fra cui la proprietaria dell’alloggio dove si sarebbero consumati i fatti, sono accusate di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere. Nelle prossime ore la Procura di Torino chiederà al giudice per le indagini preliminari la convalida dei fermi e l’applicazione delle misure cautelari.

Torino, 39enne ucciso e smembrato in casa: fermati una professoressa e due ragazzi
Torino, 25 settembre 2026 (foto Giulio Lapone/LaPresse)

La telefonata della madre del 26enne al 112

Il giallo ha preso una svolta nella notte grazie alla telefonata della madre del ventiseienne, che ha contattato il 112 raccontando che il figlio le aveva appena confessato: “Abbiamo ucciso una persona in via Gulli”. Quando gli agenti sono arrivati, i due erano insieme e il ragazzo avrebbe indicato il luogo in cui si trovavano i resti della vittima.

La scena trovata dai poliziotti è apparsa da subito agghiacciante e drammatica. Il corpo di Colapietro era stato smembrato: alcune parti erano state chiuse in due sacchi neri, altre nascoste dentro secchi ricoperti di cemento a presa rapida, nel tentativo di occultarle. Nell’abitazione sono stati sequestrati anche diversi coltelli, ora al vaglio della polizia scientifica. Sul posto sono intervenuti gli specialisti della Scientifica, gli investigatori della Squadra mobile e il medico legale.

La ricostruzione

Secondo la versione fornita dal giovane fermato, l’aggressione mortale sarebbe avvenuta al termine di una colluttazione in un altro appartamento, prima del trasferimento del cadavere in via Gulli. Una ricostruzione che dovrà essere verificata attraverso rilievi, analisi biologiche e accertamenti tecnici disposti dalla Procura. Parallelamente sono scattate perquisizioni nelle abitazioni dei due giovani coinvolti, compreso l’alloggio di Mirafiori dove vive il ventiseienne.

Gli investigatori cercano tracce di sangue, indumenti, telefoni cellulari e qualsiasi elemento utile a definire l’esatta dinamica dell’omicidio e gli eventuali spostamenti del corpo nelle ore successive al delitto. Nel condominio di Borgo Vittoria i residenti raccontano di un continuo via vai nell’appartamento. Un vicino ha riferito di aver visto la proprietaria cambiare profondamente nell’ultimo anno e di aver notato la presenza abituale di due giovani.