Venezia, 12 settembre 2026 – Difficile prevedere in che modo la giuria (presieduta dall’estrosa Gyllenhaal) intenderà sciogliere il nodo dei Leoni. Un Concorso con solo 4 o 5 punte di diamante dovrebbe rendere più facile il compito. In netto vantaggio appaiono Wild Horse Nine e i due orientali, Look Back e Possible Love. Ma si sa che poi entrano in gioco gusti personali e non raramente convenienze diplomatiche. Naza si candida a un quasi sicuro riconoscimento; l’interpretazione di Alba Rohrwacher potrebbe mettere d’accordo tutti i giurati.
Nell’oscurità della notte anonimi militari israeliani raccontano il cinismo e l’indifferenza dello sterminio di Gaza. Una luce agghiacciante sulla morte di migliaia di civili. Angosciante testimonianza di disumanità.

I registi israeliani Rachel Szor and Yuval Abraham presentano 'Naza' a Venezia 83 (Ansa)
Una donna racconta un’altra donna e così via. Perdono e vendetta evocati da una matrioska di inquietanti racconti intorno al fuoco natalizio. Eccessiva ambizione metaforica. Astruso quanto goffo; gotico mancato.
Dopo trent’anni di esilio un medico torna in Argentina per deporre contro i militari che lo rapirono. L’incontro con gli ex compagni fa tornare a galla domande mai sciolte. Bechis sa scavare nelle profondità dell’animo.
Anni ’70. L’incredibile ascesa dello spregiudicato tabloid inglese “Sun“ raccontata attraverso l’avventura di un impudente magnate e di un giornalista frustrato. Crudo, violento ma illuminato dalla ricchezza visiva di Boyle.
La responsabile delle risorse umane di una compagnia di assicurazioni scopre il volto feroce delle dinamiche aziendali. Sobria denuncia delle distorsioni del mondo del lavoro. È d’aiuto una magnetica Alba Rohrwacher.

Alba Rohrwacher con l'attore francese Vincent Lindon alla prima di ‘Un bon petit soldat' (Ansa)
Il devastante amore materno narrato da Franchini messo in scena all’insegna di Eduardo (“Natale in casa Cupiello“). L’odore rancido della famiglia in un fiume di parole, cibo e lacrime. Vanessa Scalera s’adopra.
Copenaghen: nodi irrisolti del dopoguerra danese. Cameriera con scottante segreto sposa il padrone vedovo e ricco. Cinema elegante ma freddo e compassato in stile neo-dreyeriano. Ampi risvolti femministi.
Gemelle zigote parlano e si muovono all’unisono. Herzog si lascia tentare dalla pura finzione ma inciampa in una caotica folle fantasia all’insegna dell’impossibile amore. La stravagante bizzarria non basta.
Il quotidiano dolore urlato e/o sommerso di giovani adolescenti ricoverati in una struttura psichiatrica francese. Racconto morale sulla difficile cura del disagio antiretorico ed empatico. Energico e delicato.
Ultimo capitolo dell’epopea creata vent’anni fa. Repressione, paranoia, violenza in un centro di ricerca scientifica. Allegoria di quarant’anni di vita sovietica. A metà tra Cinema totale ed esperimento artistico.
Adattamento di un manga di successo. Amicizia e emulazione, fusione e perdita di due adolescenti con la passione del disegno. Delicatezza espressiva e bellezza visiva del cinema. Koreeda allo zenith.
L’impossibile amicizia di due coppie coreane di condizioni economiche opposte. Intenso e poetico racconto esaltato dall’intelligenza e dalla malinconia. Amore, desiderio e dolore in una preziosa lezione di cinema.
Ultimi giorni del Cile di Allende. Due agenti Cia fuori servizio in visita all’isola di Pasqua tra ricordi e rivelazioni. Le malefatte dell’agenzia in una perfetta commedia nera pervasa da amara ironia. Beckettiano.
Moretti cambia pelle e vira verso i sentimenti. In una commedia romantica, ispirata a racconti di Eshkol Nevo, Garrel e Trinca si rincorrono per 17 anni. Dalla ruvida ironia alla calda emozione è un bel salto.
Vanitoso e spregiudicato conduttore tv dà la caccia ai pedofili in un reality show di successo. Scontata allegoria sull’immoralità dei media. Immagine sature di nulla. Inutile il sacrificio di Robert Pattison.
Un lussuoso appartamento londinese è rifugio e prigione di un produttore musicale. Uggioso melodramma claustrofobico ispirato a un vecchio progetto di Bertolucci. Calco del maestro poco riuscito.
Scrittore senza fortuna, dongiovanni pentito, interroga le fidanzate di vent’anni prima. Rohmer e Rivette rivisitati mezzo secolo dopo in chiave MeToo. Cinema malinconico, parigino, eccessivamente verboso.
Madre ansiosa stringe un patto faustiano per indirizzare il destino dei figli. Drammatica saga familiare sotto forma di ambizioso thriller demoniaco con venature horror. Genere d’autore alla coreana. Velleitario.
Gli orrori del Vietnam attraverso la memoria e suoi postumi di un soldato afroamericano salvato dalla terapia della parola. Raccontare aiuta. Acrobatica incursione del cyberpunk su un territorio estraneo.
Il matrimonio tra un archistar e un’editrice di romanzi entra in crisi quando entrambi s’accorgono d’aver smarrito i propri sogni. Nemmeno Cruz e Bardem riescono a salvare un thriller superficiale e patinato