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Tram, conto alla rovescia per il risarcimento danni causati dai lavori: solo due settimane di tempo. Come funziona


PADOVA - I cantieri delle due nuove linee del tram non lasciano dietro di sé solo scavi, deviazioni e i noti disagi alla viabilità cittadina, ma aprono ufficialmente la complessa partita dei risarcimenti economici. Per chi ha subito danni o l’occupazione indebita di aree private a causa dei maxilavori per il Sir2 (in attesa del via al Sir3) per il potenziamento delle reti idriche e la risoluzione delle interferenze sotterranee, è scattato il conto alla rovescia. Un “dentro o fuori” che concede però pochissimi giorni di tempo per presentare il conto.

Le tempistiche

Quindici giorni di tempo. È il rigido timing dettato da AcegasApsAmga per chiedere i risarcimenti legati ai lavori di propria competenza. Nelle scorse ore è partito l'avviso formale ai creditori, firmato dal responsabile del procedimento, Alessandro Tosetti. Un atto ufficiale che mette nero su bianco la possibilità, per commercianti, residenti o proprietari di immobili, di rivalersi sulle ditte esecutrici per i danni subiti durante la prima macro-fase dei cantieri legati alla maxi-opera finanziata con i fondi europei del Pnrr (NextGenerationEu).
L’appalto finito sotto la lente è quello relativo alla riqualificazione dei sottoservizi per la linea Sir 2, gestito dall’associazione temporanea d’imprese formata dalla capogruppo mandataria Rti Viel di Codevigo e dalla mandante “Risanamento Fognature Spa” di Salgareda. 
La mappa dei risarcimenti stringe il cerchio attorno a gran parte delle arterie vitali della città, toccando i quadranti est e ovest dell'anello urbano. L’elenco delle strade interessate dall’avviso fotografa alla perfezione i passaggi chiave dei cantieri degli ultimi mesi.

La mappa

Potranno accedere ai risarcimenti tutti coloro che vivono o lavorano nelle seguenti vie: corso Milano, piazzale di Porta Savonarola, via Antonio Grassi, via Chiesanuova, via Giovanni Cittadella, via Niccolò Tommaseo, via San Marco, via Venezia, via Vicenza, corso Garibaldi, via Anelli, via Dante, via Einaudi, via Tazzoli e via Verdi. Proprio in queste zone, chiunque vanti crediti per «indebite occupazioni di aree o stabili oppure danni arrecati nell’esecuzione dei lavori» ha una finestra temporale strettissima per farsi avanti: non più di 15 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso nell’albo pretorio del Comune di Padova. I moduli e le istanze, tassativamente corredati dai titoli giustificativi, dovranno essere presentati direttamente a Palazzo Moroni.
La scadenza, avvertono da AcegasApsAmga, è perentoria. Trascorso il termine, la mannaia della burocrazia farà decadere qualsiasi diritto: «Non sarà più accolta alcuna richiesta di credito o risarcimento né verso le imprese esecutrici né nei confronti della stazione appaltante».
Già a febbraio era stato dato il via alle richieste di indennizzo verso il Comune per i disagi subiti nel corso del 2025. Per finanziare la misura, l’amministrazione ha stanziato quasi 2 milioni di euro, principalmente azzerando o scontando la Tari e la tassa per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap) ai commercianti danneggiati dai lavori per realizzare le due nuove linee, che si sono ritrovati con passaggi e vetrine coperti dalle transenne. A beneficiarne saranno oltre 400 attività commerciali, un centinaio in più rispetto a quelle andate all'incasso per i cantieri del 2024. Il beneficio decorrerà dal giorno di apertura del cantiere fino alla data di chiusura, sulla base delle ordinanze del settore Mobilità e della documentazione tecnica prodotta dalla direzione lavori.

Le proteste

I provvedimenti si sono resi necessari a seguito delle numerose proteste sollevate negli anni dalle attività commerciali, costrette a fare i conti con i pesanti disagi del tram. L’amministrazione comunale aveva già deciso due anni fa di riconoscere un’agevolazione economica ai negozi e alle attività artigianali situati nelle strade direttamente colpite dai cantieri delle nuove linee tranviarie. Un coro di proteste a cui ora risponde anche AcegasApsAmga, nel tentativo di rendere più “digeribile” l’impatto del tram a chi ha subito danni materiali o a chi, a quest'opera, si è sempre opposto.