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Tredicenne accoltella la professoressa in classe  - L'Unione Sarda.it


Roma

19 settembre 2026 alle 00:27

Spray urticante, poi la assale e tenta la diretta social. La donna è fuori pericolo 

Roma. Dopo essere entrato a scuola è andato in bagno, ha sfilato dallo zaino due coltelli da 20 cm e ha acceso la diretta social con una telecamera piazzata su un casco. È entrato in aula per ultimo e ha aggredito l’insegnante di lettere «che odiava», spruzzandole in faccia dello spray urticante e colpendola con tre fendenti al costato. Poi lo ha bloccato un compagno, un giovane congolese.

«In galera con i genitori»

Il protagonista è uno studente 13enne nella media Giovanni Verga nel quartiere Centocelle. La docente, Isabella Marsilio, è stata trasportata in codice giallo all’ospedale Vannini, sotto shock ma non in pericolo di vita, è nel pomeriggio è stata dimessa. «Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio», ha raccontato, aggiungendo di «volere bene» al ragazzo. «Mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni», ha detto Marsilio, spiegando di volerlo incontrare «per abbracciarlo». Meno incline al perdono il marito: «Spero mettano in galera lui e i genitori».

Non imputabile

I carabinieri hanno portato il ragazzo in caserma per ascoltarlo e hanno trasmesso un’informativa alla Procura dei Minori, anche se l’età lo rende non imputabile. Ieri il 13enne avrebbe dovuto affrontare un compito in classe per sanare uno dei due debiti formativi che gli erano stati assegnati dalla prof, 66 anni e al suo ultimo anno di insegnamento prima della pensione. Una lunga carriera, durata oltre 40 anni, come emerge dal suo profilo Facebook, in cui campeggia una foto di Giorgio Almirante e post pro remigrazione. E sul suo profilo in tanti l’hanno contestata, ricordandole che le ha salvato la vita un giovane africano. Ma per lei «non c’è nulla di incongruente tra un’idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano».

Conto alla rovescia

Il 13enne, in base a quanto emerge, aveva pianificato la sua azione da giorni. Su internet si sarebbe procurato le lame, il casco e una telecamera. «Lo ha fatto perché aveva ricevuto un debito e la odiava», raccontano i suoi compagni di classe che, dopo il drammatico episodio, sono stati fatti uscire dal retro dell’istituto al normale termine delle lezioni. Gli inquirenti hanno accertato che il ragazzino aveva creato un gruppo su TikTok e da lì aveva fatto scattare una sorta di conto alla rovescia. «- 5 ore», ha postato nella notte. Sul suo profilo il ragazzino aveva ripubblicato anche una foto di altro utente: un uomo con un casco in testa a cui è stata aggiunta una custodia per accogliere una telecamera. I carabinieri dovranno accertare dall’analisi del cellulare, che è stato sequestrato, se la diretta social fosse stata ispirata da qualcuno e se, in altri termini, altri soggetti hanno spinto il 13enne ad attuare l’azione. I genitori avevano comunque notato negli ultimi tempi comportamenti strani del ragazzino, descritto come «non problematico» dal preside, ma non avevano certo immaginato che stesse pianificando un’aggressione di questo tipo. Appresa la notizia del ferimento, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sentito la dirigente scolastica dell’istituto, esprimendo vicinanza e solidarietà. «Oltre all’educazione al rispetto e alla conoscenza dei rischi connessi alla rete - ha affermato Valditara - occorre impedire ai minori di 15 anni l’accesso a social e canali pericolosi. In tal senso, il Kids Act della Commissione Ue va nella giusta direzione».

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