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Tredicenne molestata, sui social insulti choc alla giudice che non ha convalidato il fermo: «Speriamo che stuprino i tuoi figli»


La giudice per le indagini preliminari di Torino che non ha convalidato il fermo per il 42enne commesso di origini bengalesi accusato di violenze sessuali su una ragazzina di 13 anni, è finita nel mirino della violenza dei social. Per lei insulti e minacce, con alcuni gruppi e pagine che hanno pubblicato il suo nome, rimarcando soprattutto il fatto che si tratta di una donna. E in molti si indignano perché i giornali non pubblicano proprio il nome: «Il popolo vuole sapere chi è», scrive un utente.

L'uomo era stato fermato su ordine della procura, ma la gip, pur riconoscendo l'esistenza dei gravi indizi di colpevolezza, non aveva convalidato il fermo per la mancanza del pericolo di fuga. Terribili i commenti di alcuni utenti: «Ora che è libero vada a violentare i figli del giudice», riferito al commesso. «Aspetto con molta ansia che capiti una situazione del genere a un parente o figlia di qualche giudice e poi non dirò che sono dispiaciuto, ma festeggerò», scrivono altri.

E ancora: «Magari ti stuprano 10 immigrati clandestini con la sifilide», scrive un altro. «Quando è che si dice esperimento fallito e tornano in cucina?». «Anche lei in galera dopo quello che ha fatto». Il magistrato viene accusato di appartenere alla «cricca». «Sarebbe curioso sapere chi le ha passato i compiti all'esame da magistrato Ma forse già si sa...», scrivono gli hater. La maggior parte degli insulti nei confronti del giudice sono a sfondo sessuale. 

Scritte choc al minimarket

E la giustizia sommaria era arrivata anche per il minimarket in cui lavora il 42enne: «Pedofilo infame, in mano al popolo», la scritta fatta con vernice spray verde comparsa sulle serrande abbassate del minimarket di Torino dove sabato 28 agosto si sarebbero consumate due violenze sessuali. La chiusura del negozio non è però conseguenza di un provvedimento della polizia. Da alcuni giorni sono in corso accertamenti tecnici e amministrativi sulla gestione dell'attività. Durante i controlli sono emerse alcune irregolarità, tra queste il mancato pagamento delle bollette dell'energia elettrica, con il distacco della corrente e lo spegnimento dei frigoriferi. Le serrande sono state quindi abbassate. Gli accertamenti della polizia proseguono. Dall'esito dei controlli, a quanto si apprende, verrà deciso se adottare un provvedimento di chiusura, misura che al momento non è stata disposta.

Si cerca ancora la prima vittima

Intanto le investigazioni, a quanto si apprende, si stanno concentrando anche su un episodio avvenuto pochi minuti prima, che ha coinvolto una seconda donna, non ancora individuata e identificata. Si tratta di una donna dall'età apparente di circa 40 anni che era entrata nel negozio per acquistare generi alimentari. Nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli investigatori, si vedrebbe il quarantaduenne avvicinarsi alla cliente e palpeggiarla.

La donna a questo punto si allontana ed esce dal minimarket. La vittima dell'abuso al momento non ha presentato querela. A quanto si apprende, tuttavia, le immagini di videosorveglianza sarebbero sufficienti per la procura a sostenere l'accusa di violenza sessuale anche per questo episodio. Nelle carte del procedimento, il comportamento tenuto con la quarantenne viene indicato come un elemento che denoterebbe la difficoltà dell'uomo a contenere i propri impulsi.


Ultimo aggiornamento: giovedì 3 settembre 2026, 14:39

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