Bossoli di calibro 9 millimetri, compatibili con pistole e mitra, ma anche munizioni riconducibili ad armi lunghe, come i fucili d’assalto. È questo uno degli elementi emersi dai primi accertamenti sulla sparatoria avvenuta durante un rave party nella zona di Schachen, ad Aarau, in Svizzera, dove è morta una ragazza italiana di 22 anni e altre cinque persone sono rimaste ferite. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’attacco e soprattutto di capire quante persone abbiano aperto il fuoco. Il comandante della polizia Leupold ha confermato che sulla scena sono stati recuperati bossoli riconducibili a diversi tipi di arma. Al momento, però, non è possibile stabilire che siano stati necessariamente due gli autori: secondo gli investigatori, anche una sola persona avrebbe potuto utilizzare armi differenti. La polizia ritiene comunque accertata la presenza di almeno un responsabile. Nelle ore successive alla sparatoria sono inoltre arrivate segnalazioni sulla possibile presenza di un secondo autore, ma questo elemento deve ancora essere verificato.
Gli spari sono stati esplosi in rapida successione e, secondo quanto riferito dagli inquirenti, è stato esploso un numero consistente di colpi. Dopo la sparatoria, i presunti responsabili si sarebbero allontanati dalla zona. La polizia ha successivamente fatto sapere che non ci sarebbe più un pericolo per la popolazione, mentre gli autori non sono stati ancora identificati né arrestati. Le ricerche e gli accertamenti proseguono nell'ambito di un'operazione definita dalle autorità di «vasta portata», alla quale partecipano diverse forze di polizia, con il supporto anche della Polizia federale e del Servizio federale di intelligence. Gli investigatori stanno inoltre raccogliendo le testimonianze delle persone che si trovavano al rave.
I partecipanti rimasti sul posto dopo gli spari, poco più di cento persone, sono stati trasferiti in una palestra e ascoltati dagli inquirenti per ricostruire quanto accaduto.
Restano ancora da chiarire sia il movente sia l'identità di chi ha aperto il fuoco. La polizia svizzera sta valutando tre possibili scenari: un'azione terroristica, un gesto riconducibile a una persona in stato di follia oppure un episodio criminale legato a un movente ancora sconosciuto. Al momento, secondo il comandante Leupold, nessuna delle ipotesi può essere considerata prevalente rispetto alle altre. Gli accertamenti balistici sui bossoli potrebbero fornire elementi importanti per capire quali armi siano state effettivamente utilizzate e per ricostruire la sequenza degli spari.
Nel bilancio della sparatoria c'è una vittima italiana. Si tratta, secondo fonti informate, di Maria Spinelli, 22 anni, originaria di Atri, in Abruzzo, e residente e lavoratrice in Svizzera. Altre cinque persone sono rimaste ferite. Una di loro ha riportato lesioni gravi, ma nessuno dei feriti, secondo le informazioni diffuse dalle autorità, sarebbe in pericolo di vita. La giovane italiana si trovava al rave quando sono iniziati gli spari. Ora le indagini dovranno chiarire cosa abbia scatenato l'attacco, chi abbia utilizzato le diverse armi rinvenute sulla scena e soprattutto quanti siano stati gli autori della sparatoria.
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