okayduckyachtclub.xyz

Truffa alle banche, tra i 145 indagati c'è il capogruppo di Futuro nazionale in consiglio comunale


La procura di Brindisi ha chiuso le indagini nei confronti di 145 persone accusate di essere coinvolte in un presunto sistema di truffe ai danni di alcune banche che sarebbe andato avanti dal 2019 al 2023. Tra gli indagati c'è anche Nicola Didonna, attuale capogruppo di Futuro Nazionale di Roberto Vanacci in consiglio comunale. I reati contestati, a vario titolo, nelle 252 imputazioni, sono di associazione per delinquere, riciclaggio, indebite percezione di erogazioni pubbliche, malversazioni di erogazioni pubbliche e truffa. 

Il sistema della presunta truffa tramite i prestiti

Stando alle imputazioni, dopo aver ottenuto i finanziamenti, le somme di danaro (che singolarmente potevano anche essere di 30mila euro a pratica) sarebbero state suddivise all'interno del presunto sodalizio attraverso bonifici bancari o prelievi in contanti, e comunque per scopi del tutto diversi rispetto alle finalità legate alle singole attività imprenditoriali. L'inchiesta è stata coordinata dal pubblico ministero Francesco Carluccio. 

Tra gli indagati ci sono Nicola e Michele Didonna (padre e figlio di 70 e 46 anni). Nicola Didonna è attualmente capogruppo in consiglio comunale, a Brindisi, di Futuro Nazionale ed è accusato di truffa, malversazione di erogazione pubbliche e indebita percezione pubblica. Il figlio è ritenuto parte integrante delle due associazioni a delinquere e - secondo l'accusa - avrebbe individuato personalmente o tramite suoi collaboratori gli imprenditori a cui intestare le richieste di finanziamento bancari, con copertura pubblica, in assenza di merito creditizio e sulla base di false informazioni reddituali o di fatturato o di spesa salariale. Michele Didonna è stato assessore dal 2016 al 2017. 

Nell'inchiesta della Procura, condotta dalla guardia di finanza, sono coinvolti professionisti che vivono e operano tra le province di Brindisi e Lecce, tra cui commercialisti ed una dipendente della Banca Popolare Pugliese. Le difese hanno venti giorni di tempo per depositare memorie e altre istanze di natura difensiva per le accuse che verranno o meno confermate.