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Trump punta alle scorte di gasolio dell'Europa: l'ultima richiesta che ha il sapore del ricatto


Adesso il presidente americano Donald Trump punta alle scorte di gasolio dell'Europa, "potrebbe" chiedere il rilascio delle riserve. Lo ha detto lui stesso ai giornalisti durante un viaggio in Texas per la campagna elettorale di midterm: "Potremmo farlo. Hanno delle scorte di gasolio". Poco prima il segretario al Tesoro Scott Bessent, in un post su X, aveva esortato l'Europa ad attingere "immediatamente" alle proprie riserve. Ma cosa significa? Capiamo meglio cosa vuole fare Trump e come reagisce l'Europa.

Trump e il "ricatto" all'Ue

Trump ha un problema "in casa" ovvero la forte crescita dei prezzi della benzina e del gasolio e le imminenti elezioni di midterm lo spingono ad agire.

Se l'Europa immettesse sul mercato le proprie riserve - si tratta di scorte strategiche d'emergenza stoccate in grandi quantità per legge da paesi come Germania e Francia - aumenterebbe l'offerta complessiva nel mondo. Quindi, per legge di mercato, calerebbe il prezzo anche per i consumatori americani.

Da qui la doppia mossa e la dimostrazione di forza degli Stati Uniti, come a volere ricordare al Vecchio Continente chi comanda. Trump chiede di sbloccare le riserve per far scendere i prezzi globali. Davanti a un "no" la minaccia è quella di bloccare le esportazioni di diesel verso l'Europa per 90 giorni.

Under President Trump’s leadership, the United States is delivering on its commitments to help stabilize global energy markets. Our European partners should accelerate delivery on their existing commitments and make additional supplies immediately available to address ongoing…

— Treasury Secretary Scott Bessent (@SecScottBessent) October 1, 2026

Trump sa di avere un'arma non da poco nelle mani perché l'Europa dipende dai rifornimenti energetici americani, soprattutto dopo le limitazioni al petrolio russo per la guerra in Ucraina e il crollo delle importazioni dai Paesi del Medio Oriente col blocco dello stretto di Hormuz.

Adesso la palla passa all'Ue. Secondo Politico Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Irlanda e Commissione europea hanno concordato di rispondere "con una sola voce" alla crescente pressione del governo statunitense. I Paesi, insieme all'esecutivo Ue, hanno concordato tre punti: reagire alle pressioni con una "voce coordinata"; fare in modo che "ogni decisione sul rilascio delle scorte venga portata a livello dell'Aie (l'Agenzia internazionale dell'energia)"; e cercare di "ridurre la tensione nei rapporti con gli Stati Uniti".