La crisi
26 luglio 2026 alle 01:00
Ma i sondaggi danno i Dem in vantaggio per le elezioni di metà mandatoWashington. Donald Trump dà alla mai amata stampa lo “scoop”, alla fine del suo intervento al gala-bis dei corrispondenti della Casa Bianca, in una serata in cui suona più volte le corde dell’ironia: «Stiamo andando tutti d’accordo. Ecco perché, per dimostrare quanto io tenga a voi, e per voler salvare i vostri ascolti, sono lieto di annunciare la mia intenzione di candidarmi per un quarto mandato da presidente degli Stati Uniti. Lo farò. Farò un annuncio ufficiale. Anzi, credo di averlo già fatto». Ha indossato, a sorpresa, un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028”, nonostante il divieto almeno sulla carta di un nuovo mandato in base al 22° Emendamento della Costituzione. «Sto diventando molto bravo a candidarmi. Ho vinto tre volte: tra l’altro, nella seconda sono andato molto bene (nel 2020 fu sconfitto da Joe Biden, risultato mai accettato), in un voto truccato. Dobbiamo mettere ordine in queste elezioni, perché sono davvero in pessime condizioni».
L’incontro
Nel discorso alla sua prima partecipazione da presidente alla cena della White House Correspondents’ Association (Whca), riprogrammata venerdì sera in scala ridotta rispetto a quella sospesa ad aprile dopo l’attentato, The Donald, in tuxido, ha detto che «in America non cediamo alla violenza politica. In questo Paese crediamo nella libertà di parola, risolviamo le nostre divergenze non con i proiettili ma con un dibattito aperto e vivace, e nessun folle perdente armato potrà mai cambiare questa realtà», ha rincarato il tycoon sull’uomo armato che aprì il fuoco ad aprile, esprimendo solidarietà agli uomini del Secret Service che impedirono il peggio bloccandolo. «Siete tutti splendidi stasera. So bene che non è facile trovare scarpe che si abbinino al giubbotto antiproiettile. Molte persone morirebbero piuttosto che sembrare più grasse di 9 chili, lo sapete, vero? Me ne hanno fatto provare uno. Ho detto: “Siete sicuri? Io non lo indosso”».
Poi la sterzata con le frecciate sui temi più cari: dalla necessità della ballroom alla Casa Bianca, alle critiche ad artisti come l’“antipatriottico” Bruce Springsteen (l’iconica “Born in the Usa” diventa “Bored in the Usa”) e ai comici conduttori “noiosi” Jimmy Kimmel e Jimmy Fallon, avvertendo di non credere alle “fake news” sull’Iran. «Ci stanno parlando: vorrebbero un accordo. Non credo siano pronti, ma sono disposto ad ascoltare: tuttavia, non possono avere armi nucleari», perché se le avessero le userebbero contro Washington, Israele e Medio Oriente. Attacchi, nel capitolo contro i dem, agli ex presidenti Barack Obama e Joe Biden, e a potenziali candidati per il 2028 come Alexandra Ocasio Cortez e il governatore della California Gavin Newsom.
La campagna elettorale
Non butta bene per i repubblicani alle elezioni di midterm di novembre. Gli ultimi sondaggi a 100 giorni dal voto sembrano essere univoci e fotografano un gap del voto popolare a favore dei democratici, in aumento rispetto alle ultime settimane. Le rilevazioni di Emerson College e di Fox News dei giorni scorsi mostrano i dem in netto vantaggio nel cosiddetto “generic ballot”, l’intenzione di voto generica a favore di un partito. I democratici risultano avere sul Grand Old Party 7 punti in più nella rilevazione di Fox News (53% contro 46%) e 11 in quella di Emerson College (53% contro 42%), sufficienti sulla carta a modificare gli assetti del Congresso dove, allo stato, il presidente Donald Trump poggia sulla maggioranza repubblicana al Senato e alla Camera. Le elezioni di metà mandato, tradizionale referendum sull’operato del presidente in carica, portano perdite al partito che occupa la Casa Bianca. Durante il suo primo mandato, Trump vide i dem vincere 47 seggi alla Camera al giro di boa delle midterm 2018. Il suo tasso di gradimento è calato, con gli intervistati che indicano il costo della vita tra le primarie preoccupazioni, a partire dal prezzo della benzina tornato sopra i 4 dollari al gallone, scontando la guerra impopolare contro l’Iran. Nel sondaggio di Emerson College, ad esempio, il favore per Trump è soltanto al 39%, mentre il 57% è contrario. The Donald è quindi un fattore chiave nel vantaggio in aumento a favore dei dem che, tuttavia, restano poco popolari.
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