CHIOGGIA - Il ponte Baden Powell sembra essere un trampolino da tuffi irresistibile per molti ragazzi che iniziano ad inerpicarsi sulle sue balaustre dai primi caldi per tuffarsi, irresponsabilmente, nel canale navigabile sottostante. Tuffarsi è vietato per una serie di valide motivazioni ma sembra essere un divieto che non viene rispettato.
L’ultima foto che riprende un ragazzo nell’atto di tuffarsi è di ieri pomeriggio e a pubblicarla sulla propria pagina social è il sindaco Mauro Armelao. Il canale sottostante vede passare piccole imbarcazioni, come i kayak e le canoe della vicina scuola, ma anche molte barche da diporto e barchini, che spesso portano motori sovradimensionati e che spesso sono condotti da ragazzi che amano tenere una velocità più alta di quanto non sarebbe consentito. Il rischio nel tuffarsi in quel tratto di canale è alto e lo ricorda il sindaco.
«È un comportamento irresponsabile e pericoloso - afferma - Un’imbarcazione può arrivare in qualsiasi momento. Chi si tuffa potrebbe non essere visto, potrebbe essere travolto o colpire qualcosa sott’acqua. Bastano pochi secondi per trasformare una bravata in una tragedia».
Tuffarsi in acque basse può costare caro, non è passato neppure un mese dalla morte di un 17enne per essersi tuffato in acque troppo basse da un pontile a Jesolo e lo sgomento che tale morte ha provocato è ancora recente e non può essere dimenticato. È ai genitori che si appella il sindaco.
«Controllate dove sono i vostri figli. Se sono lì, andate a riprenderli. Se non comprendono il pericolo, è compito degli adulti intervenire. Leggo che molti ricordano che da lì ci si tuffava anche una volta, ma non è più come un tempo. Ora c’è traffico e si rischia veramente la vita». Purtroppo però non sembra che il pericolo sia colto da molti adulti. Il rischio c’era un tempo e c’è tuttora e sul ponte Baden Powell il passaggio frequente dei barchini lo rende più elevato. Basta un attimo, una svista, calcolare male i tempi o pensare che tuffarsi da un metro più a destra o più a sinistra non faccia la differenza. Per tuffarsi in sicurezza ci sono le piscine, dove non esiste il pericolo per un barchino troppo veloce o per un fondale troppo basso. Il sindaco ha avvisato la Polizia Locale che provvederà a controllare. Chi si tuffa dal ponte talvolta sono ragazzi ma qualche volta sono anche bambini, e non è detto che si rendano conto del pericolo che stanno correndo. Non si tratta "solo" del barchino di cui non ci si accorge ma anche delle caratteristiche del fondale e delle condizioni di marea. Un tuffo sbagliato può costare la morte ma anche una paralisi a vita. Questo dovrebbe invitare alla prudenza per evitare una tragedia. «Non voglio che ci si debba fermare, dopo una disgrazia, una sola giornata a piangere una giovane vita spezzata, chiedendoci come sia potuto accadere», conclude Armelao.