AGORDO (BELLUNO) - Ancora i monopattini alla ribalta della cronaca. Corrono, sono silenziosi ma soprattutto rappresentano spesso un pericolo per il traffico e per i pedoni. Non sono rari infatti, specie nelle grandi città, di multe o ancor peggio incidenti in cui sono coinvolti tali mezzi. E nel caso in questione infatti, non si tratta di una banale contravvenzione, ma di un fatto ben più grave.
La storia risale a oltre 8 anni fa. Un 61enne agordino era stato investito da un ragazzo tedesco alla guida appunto di un monopattino elettrico, e viene ora risarcito con 31mila euro per un danno riportato a un polso. È l’epilogo di una vicenda che si trascina quindi dal lontano 2018.
Siamo sul litorale veneto, e precisamente a Caorle (Venezia) in una giornata di fine agosto. Il mare, la spiaggia e una camminata rilassante. Questo era ciò che si attendeva una coppia di turisti bellunesi per una perfetta giornata di relax, quando all’improvviso, lungo un vialetto interno a un villaggio turistico, accade un fatto inaspettato. Il malcapitato turista camminava insieme alla consorte quando improvvisamente era stato investito alle spalle dal mezzo condotto da un minorenne di nazionalità tedesca.
La silenziosità del mezzo aveva colto evidentemente ancor più impreparato il pedone, che improvvisamente si era trovato dolorante e costretto quindi a ricorrere alle cure sanitarie. Immediatamente scattati i soccorsi, che avevano condotto l’agordino all’ospedale di Caorle dove gli era stata diagnosticata una frattura complessa di epifisi radiale distale destra per cui aveva dovuto affrontare anche un periodo di convalescenza.
La vicenda ha visto un lungo iter giudiziario che ha trovato l’epilogo nel gennaio scorso, con la sentenza del Tribunale di Venezia (seconda sezione civile) che ha chiarito una volta per tutte le responsabilità del padre del 13enne tedesco, che tramite i suoi legali invece contestava la tesi sostenuta da Giesse Risarcimento Danni, legale fiduciaria del 61enne agordino. «È stato accertato che la coppia bellunese si trovava in un tratto adibito anche al transito dei pedoni – spiega Gennaro Pisacane, responsabile della sede Giesse di Belluno – Mentre il 13enne non solo non avrebbe potuto guidare quel monopattino (il cui noleggio era vietato ai minorenni) ma andava a una velocità eccessiva che non gli ha permesso di frenare in tempo. In merito a tali condotte, per i danni causati dal minore rispondono i genitori ai sensi dell’articolo 2048 del Codice civile». E così è stato.