Turni «lunghissimi e massacranti», ambulanze in fila davanti al Pronto soccorso, pazienti in attesa e operatori costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili. Questa è la fotografia della situazione al Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina tracciata dalla Cgil Funzione Pubblica in una segnalazione inviata nei giorni scorsi ai vertici della Asl di Lecce. Al centro della nota del sindacato ci sono, in particolare, le giornate del 18 e 19 agosto, quando si sono registrati circa cento accessi giornalieri al Pronto soccorso, tra codici rossi, codici gialli e accessi diretti.
Numeri che, secondo la Cgil, confermano la forte pressione a cui è sottoposta quotidianamente la struttura. A dare la misura della mole di lavoro è anche il dato complessivo relativo al 2025: gli accessi al Pronto soccorso sono stati oltre 20.000. Un flusso considerevole che, denuncia il sindacato, si traduce in una pressione costante sui posti disponibili e sul personale sanitario. «Medici, Infermieri e Oss, impegnati in turni lunghissimi e massacranti», sottolinea la Cgil, evidenziando come il personale sia chiamato a fronteggiare un flusso di pazienti che non sembra conoscere pause. A sottolineare le difficoltà nella gestione dei pazienti c’è anche un episodio particolarmente significativo. Un paziente presente al Pronto soccorso, per il quale era stata richiesta una consulenza psichiatrica, ha dovuto attendere circa due ore prima di poter essere visitato dallo specialista. Un’attesa che, in un contesto di emergenza-urgenza, assume un peso rilevante e che viene indicata come ulteriore elemento delle criticità presenti nella gestione dei pazienti e nella disponibilità delle consulenze specialistiche.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio descritto dalla Cgil, nel quale il personale deve contemporaneamente garantire l’assistenza ai pazienti presenti, gestire le nuove emergenze e attendere l’intervento degli specialisti quando sono necessarie consulenze specifiche. Particolarmente critica, sempre secondo il sindacato, sarebbe anche la gestione dei trasferimenti. «Il via vai di ambulanze e pazienti “sbarellati” è senza limite di continuità», si legge nella nota. Davanti all’ingresso del reparto si susseguirebbero così i mezzi del 118, con gli operatori costretti ad attendere prima di poter trasferire i pazienti all’interno della struttura. Nella lettera la Cgil interviene anche sulla questione delle presunte “barelle scomparse”, respingendo le accuse e fornendo una propria ricostruzione di quanto accaduto nelle giornate del 18 e 19 agosto. Secondo il sindacato, infatti, in quei giorni i posti letto disponibili all’interno del Pronto soccorso erano occupati da pazienti in attesa di ricovero oppure da persone che dovevano essere trasferite in altri reparti.