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Uccise al Mugello, picchia in carcere a Ferrara una guardia: “Pericoloso, via l’ex campione di Mma”


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Nuovi guai per Mor N’Diaye, arrestato dopo una rapina e una fuga rocambolesca dalla Toscana. L’allarme dei sindacati: “Ginocchiate e pugni all’agente, trasferimento immediato in un altro istituto”

Mor N’Diaye, 42 anni, è accusato di avere ucciso una guardia giurata in Toscana, ora le botte a un agente a Ferrara

Mor N’Diaye, 42 anni, è accusato di avere ucciso una guardia giurata in Toscana, ora le botte a un agente a Ferrara

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Ferrara, 9 agosto 2026 – “Come se fosse nella gabbia di un match”. Così Ivano Maltoni, leader del sindacato Fns Cisl Emilia-Romagna, descrive l’aggressione a danno di un agente di polizia penitenziaria, avvenuta venerdì pomeriggio nel carcere di Reggio Emilia. Ad attaccare l’agente è stato un detenuto italiano di 42 anni, di origine straniera, ex campione di Mma (arti marziali miste). Conosciuto sul ring come Jamie Mike Stewart, all’anagrafe Mor N’Diaye, il suo curriculum giudiziario conta precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi e lesioni personali. In passato ha lavorato nella vigilanza privata e fu lui stesso a confessare l’omicidio di un collega, Federico Perissi, 45 anni, avvenuto nell’aprile del 2025 vicino al lago di Bilancino, in Toscana. Secondo le indagini, dopo averlo ucciso, N’Diaye si impossessò della sua auto e iniziò a vagare in autostrada, fino a schiantarsi. La sua fuga proseguì nel Ferrarese, dove tentò un furto e una rapina prima di essere bloccato dalla polizia. A quel punto, confessò tutto agli inquirenti.

“Detenuto da trasferire e messa in sicurezza del reparto”

Il 42enne, in custodia cautelare per l’omicidio (il processo avrà inizio a settembre), è recluso in regime di 14-bis, sorveglianza particolare, nel reparto Antares (ad alta sicurezza) della casa circondariale reggiana. Dopo quanto accaduto, il sindacato chiede il “trasferimento immediato del detenuto e la messa in sicurezza del reparto”. La violenza è scattata durante l’uscita dalla camera del detenuto, mentre veniva accompagnato alla doccia. “La semplice richiesta di rispettare le regole del regime detentivo ha fatto da innesco – riferisce Maltoni –. Il detenuto prima ha colpito l’agente più volte al viso, poi gli ha sferrato sotto al mento una ginocchiata con la tecnica Mma, facendo precipitare il poliziotto a terra”.

Agente svenuti con traumi ed escoriazioni al volto

In quel momento sono intervenuti un altro detenuto e un secondo agente, concedendo al poliziotto aggredito il tempo di fuggire per le scale. N’Diaye avrebbe tentato di raggiungerlo, superando anche uno sbarramento. Altri poliziotti hanno fatto scudo e lo hanno bloccato. L’agente, sotto choc, è svenuto: ha riportato traumi ed escoriazioni al volto. Tre giorni di prognosi, “che non bastano a rendere la gravità estrema di quanto è accaduto – chiosa Stefano Fanari del coordinamento regionale Fns Cisl –. Noi sappiamo di svolgere un lavoro delicato, lo abbiamo scelto. Ma un conto è l’incidente isolato, un altro il dover mettere a rischio le nostre vite, ogni giorno, per mancanza degli strumenti di tutela”.

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