Preoccupa “l'escalation” della Russia vicino ai confini europei dopo l'attacco russo alla locomotiva del treno diretto da Kiev a Varsavia. Il raid di droni, avvenuto a Yahodyn nell'ovest dell'Ucraina a meno di 2 chilometri dal confine con la Polonia, ha colpito un convoglio su cui viaggiavano 206 passeggeri. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si è trattato di un attacco “deliberato”, in cui i russi “hanno incendiato la locomotiva e danneggiato una stazione di servizio". Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando di “provocazioni” contro l'Occidente e ribadendo che “non ci facciamo intimidire” (SEGUI GLI AGGIORNAMENTI SUL LIVEBLOG).
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Il treno è stato colpito da droni russi nella città ucraina, a due chilometri dal confine polacco nella regione di Volinia. Le autorità ucraine avevano preventivamente avvisato il personale di bordo della minaccia. La compagnia ferroviaria polacca Pkp Intercity ha specificato che il convoglio era in servizio sulla tratta Kiev-Varsavia. Nell'attacco non si sono registrati feriti.
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Sull'attacco si è espresso anche il primo ministro polacco Donald Tusk durante un briefing straordinario con i servizi di sicurezza, sottolineando che "l'escalation delle azioni russe sta diventando una realtà e ne emergono esempi sempre più vicini al nostro confine". Per il premier, gli attacchi “indicano che i russi sono pronti a impiegare equipaggiamenti più pericolosi di quelli utilizzati finora, nello specifico droni a propulsione a getto”.
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Secondo Tusk, “le prossime settimane e i prossimi mesi saranno caratterizzati da un'attività fortemente intensificata da parte della Russia e, purtroppo, non possiamo escludere che tale escalation si estenda anche al nostro territorio". Anche il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, ha parlato di “un'escalation” e “un'altra grande sfida per l'Ucraina e per le future vittime dell'aggressione russa”, chiedendo di “raddoppiare i nostri sforzi” a Kiev.
Sul fronte russo invece, Mosca ha dichiarato che sono state colpite "infrastrutture ferroviarie che assicurano il trasporto di merci militari provenienti dai Paesi europei", aggiungendo anche di avere bombardato centri logistici e siti energetici nel sud dell'Ucraina, in particolare nella regione di Odessa.
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Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha parlato di un attacco "inaccettabile" che punterebbe a "disunire e intimidire" gli alleati di Kiev. Per Barrot, il raid è accaduto proprio in "un momento in cui l'Ucraina accoglieva un grande Forum di sostegno economico, al quale partecipavano tanti rappresentanti aziendali, rappresentanti diplomatici giunti dal mondo intero e singolarmente dall'Europa".
Secondo Tajani, si è trattato di “un altro segnale della Russia che dice: 'Attenzione, non aiutate troppo l'Ucraina'". Per il vicepremier, "la Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell'Occidente", per questo "bisogna sempre essere fermi" perché "la Russia non può continuare con questa aggressività". Tajani ha poi ribadito che non bisogna "perdere" la capacità "di mediazione, di dialogo".
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Il ministro degli Esteri ha poi rimarcato che "non ci facciamo intimidire”, ribadendo il sostegno per “una forte azione di pace” e augurandosi che “i colloqui si possano realizzare tra Putin e Zelensky, magari con la mediazione americana o anche mediazioni dell'India, della Cina". Per Tajani, “è importante che si raggiunga la pace" e nel frattempo l'Italia "continua a sostenere l'Ucraina".
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Poco prima del raid russo a Yahodyn, nella stessa stazione ucraina era transitato anche il treno su cui viaggiavano i consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia, Regno Unito, Germania e Francia, di ritorno dalla 22° edizione della Conferenza della Yes a Kiev. Tra questi, l'ex primo ministro britannico Boris Johnson e, su un altro convoglio, anche l'ex direttore della Cia David Petraeus.
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Il convoglio dei consiglieri, tra cui l'italiano Fabrizio Saggio, era stato costretto a fermarsi per motivi di sicurezza, prima di riprendere il viaggio verso il territorio polacco, hanno spiegato fonti italiane. "Poco prima che la locomotiva venisse colpita al confine tra Ucraina e Polonia, un treno diplomatico si trovava nella stazione di Yagodyn", ha affermato Ukrzaliznytsia in un comunicato. "A bordo vi erano, tra gli altri, consulenti per la sicurezza di diversi Stati membri dell'Ue ed ex leader europei", ha aggiunto la società dei trasporti ucraini.
Secondo le Ferrovie ucraine, "è molto probabile” che il bersaglio dell'attacco con droni russi potesse essere “anche il treno diplomatico, partito dalla stazione in anticipo rispetto al previsto nell'ambito della revisione in tempo reale degli orari ferroviari, resa necessaria dalla costante minaccia di attacchi russi".
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Secondo l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas, intervenuta a Rovaniemi in Finlandia, l'attacco rappresenta "chiaramente un tentativo di spaventare i Paesi occidentali per dissuaderli dal sostenere l'Ucraina, dall'andare in Ucraina per manifestare il proprio sostegno". Per Kallas, "dovremmo agire esattamente al contrario".
Anche Boris Johnson è intervenuto sulla vicenda, dopo aver viaggiato su un treno transitato dalla stazione obiettivo dell'attacco. L'ex premier britannico ha denunciato "la logica perversa di un attacco a una locomotiva ferma in stazione" e in generale degli "attacchi casuali e insensati di Putin". Per Johnson, "gli ucraini vinceranno la guerra", chiedendosi "cosa aspetti l'Europa" a confiscare gli asset miliardari russi congelati all'estero per ricavarne denaro da destinare agli sforzi bellici di Kiev. Risorse che, a suo dire, potrebbero aiutare l'Ucraina a mettere " fine a questa orribile guerra molto più velocemente".
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