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Una fondazione per i neolaureati: l’Umbria studia nuovo strumento per trattenere i giovani talenti


Un momento della riunione

La possibilità di costruire uno strumento stabile di collaborazione tra istituzioni, università, territorio e sistema produttivo capace di accompagnare i neolaureati verso l’alta formazione, la ricerca e il lavoro qualificato, rafforzando la continuità delle politiche per il diritto allo studio anche dopo il conseguimento della laurea. Questo l’obiettivo del primo incontro istituzionale, promosso dall’Agenzia regionale per il diritto allo studio, che si è tenuto nella Sala di rappresentanza del Collegio Ermini per avviare un percorso condiviso finalizzato a rafforzare il sostegno ai giovani anche nella fase successiva alla laurea.

L’incontro La proposta parte dalla necessità di intervenire nella fase successiva alla laurea, quando per una parte dei giovani vengono meno gli strumenti di sostegno legati al percorso universitario e alle borse di studio. In questa fase, l’ipotesi è mettere in relazione risorse e competenze pubbliche e private per favorire l’accesso a percorsi di alta formazione, ricerca e lavoro qualificato. Tra le possibilità prese in esame c’è la costituzione di una fondazione di partecipazione, ma la proposta non è stata presentata come una soluzione già definita. Il confronto avviato da Adisu punta infatti a individuare la forma organizzativa più adatta, valutandone sostenibilità ed efficacia e coinvolgendo istituzioni, università e sistema economico.

Più opportunità «L’idea – ha spiegato l’amministratore unico di Adisu, Giacomo Leonelli – è costruire insieme un percorso di sostegno rivolto in particolare a quei neolaureati che, esaurito il percorso universitario e delle borse di studio, hanno difficoltà ad assicurarsi percorsi post laurea che li rendano più qualificati e competitivi. Tutto ciò con una duplice finalità: garantire loro maggiori opportunità e diritti, e fare in modo che talenti e competenze possano rimanere e crescere nel nostro territorio». Il progetto si inserisce anche nel tema della permanenza e dell’attrazione di capitale umano qualificato in Umbria, attraverso un rafforzamento dei rapporti tra università, istituzioni e tessuto produttivo. L’idea è intervenire non soltanto sul sostegno alla formazione, ma anche sulle condizioni che possono favorire il rientro in regione di giovani formati fuori dall’Umbria e il loro ingresso nel mercato del lavoro qualificato.

Ipotesi fondazione «L’ipotesi su cui abbiamo avviato il confronto è quella di una fondazione di partecipazione – ha aggiunto Leonalli – ma non partiamo da un modello precostituito: siamo qui proprio per individuare insieme lo strumento più utile, sostenibile ed efficace. Ringrazio tutti i rappresentanti delle istituzioni, degli atenei e delle realtà del territorio che hanno accolto il nostro invito e dato la propria disponibilità a contribuire a questo percorso e tutti quelli che si uniranno prossimamente». Il confronto proseguirà con l’approfondimento delle proposte emerse durante l’incontro e con la definizione dei successivi passaggi.

Chi c’era Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, degli atenei e degli istituti di alta formazione, insieme alle principali associazioni di categoria. Presenti l’assessore regionale Fabio Barcaioli, il direttore regionale Adriano Bei, l’assessore del Comune di Perugia Andrea Stafisso, l’assessora del Comune di Terni Tiziana Laudadio e Andrea Bacelli, presidente del Consiglio comunale di Corciano e consigliere provinciale di Perugia. Per il sistema della formazione hanno preso parte all’incontro rappresentanti dell’Università degli studi di Perugia, dell’Università per stranieri di Perugia, dei Conservatori di musica Morlacchi di Perugia e Briccialdi di Terni, di Mediazione Linguistica, di ITS Umbria Academy, della Fondazione Perugia e di Anci. Presenti anche Confindustria, Confcommercio, Confcooperative Umbria, Confartigianato, Legacoop Umbria, Confapi Umbria, Confesercenti, Cia-Agricoltori Italiani e Confagricoltura Umbria.

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Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia. More by Daniele Bovi