La Scuola Politecnica e delle Scienze di Base della Federico II ripropone anche quest’anno precorsi gratuiti, dal 1 settembre, per coloro che vogliano rendersi conto delle opportunità offerte dalle discipline che fanno capo alla Scuola, cioè Ingegneria, Architettura e Scienze (matematica, fisica, biologia, chimica, etc.). Ad illustrare l’iniziativa, nel corso di una diretta della web tv de Il Mattino condotta dal caporedattore e coordinatore delle Cronache, Gerardo Ausiello, i professori Andrea Prota e Carmela Musella, rispettivamente presidente e vicepresidente della Scuola Politecnica, e la ricercatrice Fabiana Russo.
«Così come i calciatori si preparano allenandosi prima dell’inizio del campionato, i ragazzi non necessariamente immatricolati, ma interessati, possono partecipare a precorsi gratuiti che si terranno nelle due settimane precedenti all’inizio dei corsi ordinari, previsti per il 14 settembre. Ci prepariamo, quindi, ad accogliere centinaia di ragazzi che potranno conoscere le nostre aule e molti nostri docenti» spiega il professor Prota, che aggiunge: «Il contenuto dei precorsi riguarda prevalentemente la matematica. L’obiettivo è fornire ai ragazzi competenze che consentiranno di ottenere risultati a gennaio, quando si aprirà la prima finestra di esami».
Un’iniziativa che viene replicata dopo il successo dell’anno scorso, testimoniato dai numeri, sottolinea la professoressa Musella: «Da un sondaggio sulla prima esperienza è emerso che più dell’80% degli studenti che avevano seguito con regolarità i precorsi è riuscito a superare almeno un esame di matematica, che sappiamo essere uno scoglio. Inoltre, abbiamo registrato percentuali altissime di gradimento: oltre il 90% ha ritenuto utile l’esperienza e consiglierebbe i precorsi a studenti futuri. E un alto gradimento hanno avuto anche gli argomenti trattati» afferma la vicepresidente della Scuola Politecnica, che poi continua: «Io ritengo anche molto importante che studenti immatricolandi di percorsi diversi, di Ingegneria, Architettura e Scienze, possano affrontare insieme questo che chiamerei un ripasso di matematica, che gli consente di avvicinarsi gradualmente allo studio universitario». Particolarmente apprezzato, l’anno scorso, il fatto che «i precorsi rappresentano un approccio graduale al mondo universitario, con lezioni che vertono su conoscenze di matematica di base, con un rigore e un tecnicismo maggiori rispetto al mondo scolastico, ma con la possibilità di essere guidati nello svolgimento degli esercizi, di partecipare e fare domande: è un modo per ripassare e consolidare argomenti che sono fondamentali per tutti i percorsi scientifici», spiega Fabiana Russo (ricercatrice in fisica matematica), che aggiunge: «Inoltre, il fatto che i precorsi si tengano in più sedi, sia a Fuorigrotta, a piazzale Tecchio, che nel Campus di San Giovanni a Teduccio, dà la possibilità di partecipare a più studenti».
Scendendo nel dettaglio, i precorsi prevedono «un impegno di sole 2 ore al giorno nella prima settimana e 3 ore nella seconda» spiega il professor Prota, che poi ricorda: «Per iscriversi ai nostri corsi ad accesso non programmato, ogni studente deve sottoporsi al Tolc, un test obbligatorio che non è di sbarramento ma di autovalutazione. E, nonostante i precorsi siano suggeriti per tutti, coloro che non hanno ancora fatto e superato il Tolc, hanno un’agevolazione ulteriore perché, nel venerdì della seconda settimana, agli studenti dei precorsi viene sottoposto un test che, se superato, vale anche come superamento del Tolc». Prota poi sottolinea la qualità della Scuola Politecnica della Federico II, «che si conferma di grandissimo livello anche nelle classifiche internazionali, non solo per la didattica ma anche per la capacità di affrontare tematiche di ricerca di interesse sia per le imprese che per il settore pubblico, consentendo ai laureati di entrare nel mondo del lavoro con competenze robuste». Il consiglio per i giovani, però, conclude la professoressa Musella, «è di tener conto di questi elementi, ma anche di scegliere il percorso universitario secondo le proprie inclinazioni, considerando anche che i saperi tradizionali sono fondamentali in questo momento in cui siamo davanti a tante sfide tecnologiche di innovazione, sfide che richiedono una solida preparazione di base».