okayduckyachtclub.xyz

«Uno squalo mi ha attaccata, sono sopravvissuta grazie a mia figlia. Mi hanno amputato un braccio, ma ora ho una seconda occasione»


Era una mattina di giugno quando Leah Stewart, 34 anni, stava nuotando vicino a Cooge Beach, nei pressi di Sydney prima di essere attaccata da uno squalo. La donna ha riportato molteplici morsi su gambe e braccia. Una volta giunta in ospedale, è stata indotta in coma farmacologico e sottoposta a diversi interventi chirurgici, tra cui l'amputazione di un braccio.

Faccia a faccia con “il mostro”

In un'intervista trasmessa dal programma 60 Minutes di Nine Network, Stewart ha descritto lo sfortunato incontro con lo squalo. «Non dimenticherò mai il suo volto: era un mostro», ha detto. Ciò che l'ha tenuta in vita è stato il pensiero di poter lasciare sua figlia. «Mi teneva stretta la gamba e ho pensato subito a mia figlia August, e ho pensato: “Lei non avrà una mamma. Crescerà senza una mamma”. Non potevo sopportarlo, non volevo che non avesse una mamma. Ho pensato: devo lottare, devo fare tutto il possibile per esserci».

Lo scorso lunedì, ha pubblicato sui social un post in cui ha ringraziato i suoi sostenitori che negli ultimi mesi hanno raccolto più di 550.000 dollari australiani per pagarle le cure. «Dopo mesi incredibilmente difficili, sono felicissima di aver fatto progressi sufficienti per raggiungere una certa indipendenza e di poter finalmente intravedere un po' di luce in fondo al tunnel», ha raccontato Stewart. «Sento come se mi fosse stata data una seconda possibilità di vita e non ho intenzione di sprecarla».

La raccolta fondi online ha permesso alla 34enne di pagare le cure post incidente e di riprendersi la casa. «Ho ancora molta strada da fare, ma la mia guarigione è stata straordinaria, e gran parte del merito va all'incredibile quantità di amore, sostegno, preghiere e incoraggiamento che circondano me e la mia famiglia da tutto il mondo», ha scritto su un post.

Squali, crescono gli attacchi

Dall'inizio di quest'anno in Australia si è registrato un aumento di casi di attacchi di squali. A gennaio, nel giro di due giorni si sono verificati 4 attacchi, di cui uno ai danni di un ragazzino di 12 anni, poi deceduto a causa delle ferite riportate. In seguito, a maggio, un uomo è morto dopo essere stato attaccato nel Queensland mentre praticava pesca subacquea. 

Nel New South Wales, le autorità hanno disposto una serie di misure volte a mitigare il rischio di attacchi di squali. Tra queste rientra l'uso di reti in prossimità delle spiagge. Non sono tuttavia mancate le proteste degli ambientalisti, che sottolineano come tali barriere possano causare danni agli altri organismi marini. Inoltre, le reti anti-squalo non sono così efficaci come sembrano. In genere sono posizionate a pochi metri sotto il livello dell'acqua e hanno una lunghezza di circa 150 metri. Tuttavia, pur essendo ancorate al fondale, non raggiungono il fondo il che permetterebbe comunque agli squali di evitarle.

Molti critici hanno sottolineato che le reti «catturano anche le specie a rischio, tra cui delfini, tartarughe, razze e megattere che passano in quelle zone durante le migrazioni verso i tropici».

Alcuni temono che il numero di squali stia aumentando vertiginosamente, dopo che diverse specie, tra cui le due più letali al mondo, lo squalo bianco e lo squalo tigre, hanno ricevuto diversi livelli di protezione nelle acque australiane. Secondo gli studiosi, l'aumento di queste specie è dovuto anche al riscaldamento degli oceani, che sta modificando le loro abitudini alimentari.

Le alternative per proteggersi

Nonostante tutto, le autorità spiegano che le probabilità di essere morsi da uno squalo in Australia restano estramente più basse rispetto a quelle di morte per annegamento.

Esistono anche delle alternative che i singoli bagnanti possono mettere in pratica per salvaguardarsi da possibili attacchi di squali. Un esempio è sono i braccialetti elettromagnetici anti-squalo, le mute “resistenti ai morsi” o le app di tracciamento degli squali che  segnalano la loro presenza in caso di vicinanza alle spiagge. In alcuni casi si è ricorso anche all'uso dei droni, che permettono di pattugliare le acque balneabili anche a distanza.


Ultimo aggiornamento: lunedì 24 agosto 2026, 13:55

© RIPRODUZIONE RISERVATA