Carlos Alcaraz è stato eliminato ai quarti degli Us Open da Ben Shelton al termine di una maratona di 4 ore e 28', decisa da un super tiebreak al quinto set. Lo spagnolo, campione uscente, non difende il titolo e perde 1.600 punti. A trarne vantaggio è Jannik Sinner, assente a Flushing Meadows per un problema al ginocchio, che allunga a +5.940 sullo spagnolo e resta aritmeticamente certo del numero 1 fino al Masters 1000 di Shanghai
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Finisce ai quarti l'avventura di Carlos Alcaraz agli Us Open 2026. Il campione in carica si arrende a Ben Shelton dopo 4 ore e 28' di gioco, al termine di una sfida decisa dal super tiebreak del quinto set. Lo spagnolo non difende così il titolo conquistato a New York un anno fa, perde 1.600 punti nel ranking e vede allontanarsi il vertice: a beneficiarne è Jannik Sinner, che pur non avendo giocato il torneo allunga il proprio vantaggio in testa alla classifica Atp.
Sul cemento dell'Arthur Ashe Stadium di New York City l'orologio segna le 3:33 del mattino quando Shelton chiude i conti. Il tennista di Atlanta piazza un ace a 238 km orari e conquista il punto del 10-7 al super tiebreak, firmando la prima vittoria in carriera contro Alcaraz: 6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6 il punteggio finale. È una maratona che entra di diritto tra le più intense dell'edizione, per la violenza degli scambi e i continui capovolgimenti di fronte. Dopo un primo set combattuto, lo spagnolo crolla nel secondo e nel terzo, in difficoltà con il dritto (31 errori non forzati su 53), mentre l'americano colpisce sempre più forte. Nel quarto le parti si invertono: è Shelton a restare senza fiato, costretto a rincorrere i passanti angolati dell'avversario, e Alcaraz riapre tutto vincendo 6-1. Al quinto, però, il servizio fulminante del numero 9 del mondo fa la differenza.
Entrambi ventitreenni, i due giocatori danno fondo a ogni energia. Nonostante la stanchezza continuano a correre e a colpire fino allo sfinimento, tanto che Alcaraz, stremato, arriva a vomitare nell'asciugamano. Non è la prima volta che lo spagnolo affronta un simile tour de force: nel 2022, sempre agli Us Open, aveva portato al quinto set la sfida vinta contro Sinner nei quarti fino alle 2:50 del mattino, per 5 ore e 15' di gioco. Shelton, dal canto suo, interrompe la striscia di 18 vittorie consecutive di Alcaraz negli Slam.
"È stata una partita combattuta, non sono deluso di non aver vinto alla fine. Sono solo orgoglioso di me stesso, del modo in cui ho lottato", ha commentato Alcaraz, tornato in campo da poche settimane dopo oltre quattro mesi di stop per l'infortunio al polso destro. "Dopo il terzo set ero davvero stanco, ma ho trovato il modo di spingermi oltre. Nel quinto ho iniziato a sentirmi sempre meglio, ma stavo giocando contro una bestia: Shelton è un giocatore potentissimo". Soddisfatto l'americano: "Penso di essere stato intelligente nel modo in cui ho affrontato i game di risposta. Ho la sensazione di averlo costretto a giocare molto". In semifinale, venerdì, 'Bum Bum' se la vedrà con il connazionale Frances Tiafoe, a sua volta capace di rimontare Alex Michelsen in cinque set (5-7, 3-6, 7-5, 6-3, 7-6).
La sconfitta pesa sulla classifica. Fermandosi a un passo dalla semifinale, Alcaraz perde i 1.600 punti legati al titolo dello scorso anno e scivola a quota 5.560. Sinner, che ha rinunciato agli Us Open per un problema al ginocchio e ha a sua volta ceduto i 1.300 punti conquistati nel 2025, guadagna comunque 300 punti sul rivale: il vantaggio dell'azzurro in vetta sale così a 5.940 punti. Questa la situazione aggiornata al 9 settembre:
A differenza di Alcaraz, Alexander Zverev è ancora in corsa a Flushing Meadows: il tedesco, numero 2 del mondo, affronterà nei quarti l'olandese Botic van de Zandschulp e punta a recuperare terreno. Il margine di Sinner alla fine del torneo dipenderà dal cammino di Zverev: in caso di eliminazione ai quarti il vantaggio dell'azzurro resterebbe di 3.410 punti, che scenderebbero a 3.010 in caso di sconfitta in semifinale, a 2.510 con un ko in finale e a 1.810 qualora il tedesco conquistasse il titolo.
Al di là di come andrà per Zverev, Sinner è già aritmeticamente certo di restare in testa al ranking almeno fino al termine del Masters 1000 di Shanghai, in programma il 18 ottobre. Il tedesco, infatti, non ha la possibilità di scavalcarlo prima della conclusione della tournée asiatica: nello scenario a lui più favorevole, con i titoli agli Us Open e a Pechino, arriverebbe a 10.090 punti, mentre l'azzurro, pur senza aggiungere alcun punto, resterebbe a quota 11.000.
Il vero banco di prova per l'azzurro arriverà nei mesi successivi, quando dovrà difendere i numerosi punti conquistati nell'autunno 2025. In totale sono 3.550: 500 a Pechino (dove fu campione), 50 a Shanghai (terzo turno), 500 a Vienna (titolo), 1.000 a Parigi-Bercy (titolo) e 1.500 alle Atp Finals, vinte da imbattuto.
Il ranking Atp considera i risultati ottenuti nelle ultime 52 settimane in 18 tornei, ai quali si aggiungono le Atp Finals: i quattro Slam, gli otto Masters 1000 obbligatori e i migliori piazzamenti in altri sei tornei tra Monte-Carlo, Atp 500, United Cup, Atp 250, Challenger e Itf. I punti di ciascun torneo restano validi per un anno: all'inizio dell'edizione successiva vengono "scartati" e sostituiti da quelli nuovi. È per questo che i risultati dell'autunno scorso, per Sinner, peseranno a breve come punti da confermare.