La premier è arrivata stamattina sui luoghi degli scontri: "Magistratura faccia il massimo, i responsabili vanno assicurati alla giustizia". Sul posto anche Piantedosi, che al Corriere della Sera denuncia "internazionale della violenza". Schlein: "Condanniamo sempre la violenza, senza esitazioni e tentennamenti". Quattro antagonisti stranieri fermati, centinaia gli identificati. I feriti tra le forze dell'ordine sono 126, ingenti i danni a Chiomonte
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La premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, hanno effettuato questa mattina un sopralluogo in Val di Susa, dopo gli assalti di sabato durante la protesta No Tav ai cantieri della futura linea ferroviaria ad alta velocità. Meloni e Piantedosi sono arrivati all'aeroporto di Torino Caselle: ad attenderli sul posto il capo della polizia, Vittorio Pisani, insieme al questore di Torino, Massimo Gambino, e al prefetto del capoluogo piemontese, Donato Cafagna. Meloni e Piantedosi sono saliti su due distinti elicotteri per raggiungere il cantiere Tav di Chiomonte, il più grande della Valle di Susa: il ministro su di un primo velivolo poco dopo le 10.30, la presidente del Consiglio su di un secondo poco prima delle 10.45. A Chiomonte hanno incontrato il personale delle Forze dell'Ordine impegnato nelle attività di vigilanza e sicurezza del cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Come spiegano da Palazzo Chigi, poco prima dell'arrivo, la premier e il ministro hanno effettuato un sorvolo in elicottero dell'area del cantiere. Successivamente, hanno visitato il cantiere alla presenza degli operai e dei rappresentanti di Telt.
In un video registrato durante la sua visita al cantiere, Meloni ha detto: "Centoventi operatori di pubblica sicurezza che vengono feriti meritano una presenza delle istituzioni, è la ragione per la quale stamattina siamo qui col ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a dire che lo Stato c'è, che non intende indietreggiare". L'obiettivo, aggiunge nel video in cui vengono mostrati i risultati delle violenze e delle devastazioni di sabato -, è "portare non solo la solidarietà ma la presenza a questi operatori di sicurezza costretti a presidiare questo luogo 365 giorni all'anno, 24 ore al giorno, per un costo esorbitante per i cittadini, per questo presunto dissenso. E anche - continua la premier - per portare la propria presenza a chi lavora in questo luogo, agli operai, alle imprese, ai tecnici, agli ingegneri, a gente che si rimbocca le maniche e vede distrutto il suo lavoro da un giorno all'altro". "Anche per loro - conclude Meloni - siamo qui questa mattina, anche per loro faremo tutto quello che possiamo per assicurare i responsabili di questo schifo alla giustizia insieme a tutte le istituzioni che sono preposte per questo compito".
Intanto sono centinaia le persone identificate dopo gli scontri, alcune provenienti da Francia, Germania e Belgio. Tra questi, nelle scorse ore gli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torino sono hanno fermato quattro antagonisti di nazionalità straniera, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero. Le posizioni di tutti i fermati sono al vaglio degli inquirenti e al momento non si conoscono le accuse. Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano al momento il reato di devastazione, ma non si esclude che ai singoli possano essere contestati successivamente anche altri reati. Le forze dell'ordine hanno sequestrato materiale esplosivo, bottiglie molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna utilizzati dagli incappucciati durante la protesta contro la Tav Torino-Lione. Le attività di identificazione proseguono anche a Venaus, dove dalle prime ore della mattina la Polizia ha controllato oltre 800 persone al termine del Festival Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav. La Questura spiega che i controlli sono finalizzati a identificare tutti i partecipanti al campeggio allestito in occasione della manifestazione. Nella giornata di ieri erano già state identificate altre 436 persone. Le indagini sugli assalti ai cantieri restano coordinate dalla Procura di Torino, che ipotizza il reato di devastazione.
Sono 126 i feriti tra poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di finanza. La società Telt stima un milione di euro di danni al solo cantiere di Chiomonte. Al momento dell’attacco erano presenti una decina di operai che sono subito stati fatti allontanare e portati in salvo. Lo fa sapere Telt la società italo francese incaricata della realizzazione e gestione della Torino-Lione. A seguito dell’assalto, sono andati completamenti distrutti gli uffici di cantiere dell’impresa, due piani di container con le dotazioni, un container ad uso magazzino, un’officina e un hangar con attrezzature di grandi dimensioni, un impianto di video sorveglianza un pick-up e auto di cantiere , diverse recinzioni e il centro visitatori con il materiale espositivo. Nel cantiere erano presenti anche alcune bombole di acetilene che sono esplose dopo che tutti erano riusciti ad allontanarsi dall’area. Al momento sono ancora da valutare le tempistiche per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi in galleria. Gli attacchi dei manifestanti hanno interessato i cantieri della Torino-Lione a Salbertrand, Chiomonte, Susa, frazione Traduerivi, e San Didero ma la situazione più critica si è verificata a Chiomonte.
Il movimento No Tav, in un post, ha parlato di una "grande giornata di lotta per la Val di Susa" al Festival dell'Alta felicità con "20mila partecipanti". Intanto, sono in corso da questa mattina controlli rafforzati delle forze dell'ordine sulle strade della Val di Susa e nelle aree limitrofe al campeggio organizzato nell'ambito del Festival dell'Alta Felicità, promosso dal movimento No Tav e giunto quest'anno alla decima edizione. Secondo quanto si apprende, al campeggio sono ancora presenti circa un migliaio di persone. Gli investigatori non escludono che tra i partecipanti al presidio possano esserci anche antagonisti appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, che abbiano preso parte alle violenze. I controlli delle forze dell'ordine interessano l'intera rete stradale. “Dalle prime ore di questa mattina un massiccio dispositivo di forze dell’ordine ha istituito due posti di blocco sulle strade di accesso a Venaus”, ha reso noto sui social il movimento No Tav precisando che “il servizio di navette, che fino a quel momento stava consentendo alle persone di lasciare il Festival Alta Felicità, è stato temporaneamente sospeso. Le persone vengono identificate prima di poter proseguire, sia a bordo dei propri mezzi sia mentre si spostano a piedi”. “È evidente che questa sia una chiara prova di forza della Questura di Torino e del Governo a seguito della grande manifestazione di sabato scorso e della straordinaria partecipazione al Festival Alta Felicità”, commenta ancora il movimento sui social. Al momento sono oltre 800 le persone identificate.
Sul tema è intervenuta anche la segretaria del Pd Elly Schlein, che ospite a L'Aria che tira, su La 7, ha sottolineato: "Ci troviamo davanti a un governo i cui esponenti strumentalizzano fatti violenti per buttarli addosso alle opposizioni, nonostante sappiano che non abbiamo nulla a che fare con quelle frange vittime, di cui siamo bersagli. Perché strumentalizzano per accusarci di connivenze? Ci facciamo le domande giuste, invece di strumentalizzare ogni fatto per fini politici? Istituzioni e politica dovrebbero lavorare insieme per isolare la violenza. In quattro anni di governo hanno fallito miseramente sulla sicurezza". Poi ha spiegato: "Abbiamo visto violenze inaccettabili, gravi, che non si giustificano mai, noi condanniamo la violenza senza, senza se e senza ma. Violenze che hanno colpito molti agenti, a cui il pd ha dato solidarietà e vicinanza. Abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza, senza esitazioni e senza tentennamenti".
"Ormai è chiaro a tutti che esiste un'internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro. È inutile girarci intorno. Ecco perché, al di là di ogni altra analisi, sarebbe quanto mai opportuno che tutte le forze che si dichiarano democratiche prendano le distanze senza tentennamenti o infingimenti". Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al Corriere della Sera, commentando la guerriglia No Tav in Val di Susa, che ha fatto seguito agli scontri di Bologna. Secondo il ministro, l'obiettivo dei violenti sono le forze dell'ordine: "Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato. Lo dimostrano i fatti". A Bologna, ha ricordato, "si è verificata una tragedia molto dolorosa. Il rispetto per il dolore che stanno vivendo i familiari impone anche di evitare strumentalizzazioni inopportune". Perché, aggiunge, "le forze di polizia in Italia dimostrano ogni giorno equilibrio e professionalità, compiendo innumerevoli atti di generosità e non di rado di vero e proprio eroismo. È da irresponsabili alimentare un odio nei loro confronti". Il ministro ha espresso solidarietà al sindaco Matteo Lepore, finito sotto scorta dopo le minacce ricevute. In vista del voto del 2027, Piantedosi sottolinea che le elezioni devono essere "l'occasione per confrontare persone, programmi, idee". Il voto, quindi, a suo parere, "non deve essere lo scontro finale tra due eserciti che si fronteggiano in cagnesco".
Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, in un'intervista a Libero, parla di "attacchi premeditati, organizzati anche a livello internazionale. Da Chiomonte a Bologna è probabile che ci siano collegamenti. Queste manifestazioni vanno stroncate perché siamo di fronte a delinquenti". "Questo - aggiunge - non è il diritto di manifestare e lo Stato non può che essere durissimo contro chi si comporta in modo violento ed eversivo". Poi sull'attentato di due giorni fa a Berlino il ministro degli Esteri sostiene che "c'è oggettivamente un pericolo legato al terrorismo islamico, perché ci sono lupi solitari che si collegano poi tra loro via social, ma non solo. Teniamo presente che nell'Africa sub-sahariana il terrorismo islamico è molto forte e si collega con l'immigrazione irregolare. Dobbiamo vigilare attentamente su chi arriva. Così come sulle seconde generazioni che si radicalizzano. Le spese per la sicurezza tanto contestate - conclude il leader di FI - servono anche a questo, non solo a comprare armi".