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Valditara: la matematica aiuta a capire la realtà e a superare gli errori. Ma per oltre metà degli alunni rimane la “bestia nera”


“La matematica come grande strumento per capire la realtà, a partire dalla concretezza e dall’osservazione di quello che ci sta attorno, per cogliere le regole che organizzano la realtà in cui viviamo”. A dirlo è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il 30 settembre, impegnato a visitare tre scuole di Taranto.

Avanti con la “rivoluzione della matematica”

Durante la sua presenza nel liceo scientifico Battaglini, Valditara ha parlato della “rivoluzione della matematica” avviata dall’attuale ministero di Viale Trastevere, con l’obiettivo di rendere le discipline scientifiche più accessibili e coinvolgenti.

Discipline che, matematica in particolare, notoriamente rappresentano per almeno la metà degli alunni degli scogli difficili da superare, a volte addirittura insormontabili.

Quella auspicata dal ministro è “una rivoluzione che consente di avvicinarsi alle materie scientifiche anche se non si ha il bernoccolo della matematica. Una rivoluzione che faccia appassionare tutti i ragazzi”.

La matematica, a tenuto a dire Valditara, ha un valore particolare, che va oltre la materia e la mera didattica: “Insegna dal punto di vista culturale e non è soltanto una fredda disciplina come qualcuno la intende. Ci insegna anche l’importanza dell’errore, del saper superare l’errore”.

Le grandi conquiste della storia solo dopo avere commesso errori

Il numero uno del ministero dell’Istruzione ha infine ricordato che “le grandi conquiste della storia si sono tenute sapendo riflettere sugli errori commessi e quindi la matematica e le materie scientifiche più in generale ci insegnano tanto“, ha aggiunto Valditara, sottolineando infine la crescita registrata nelle competenze nelle materie Stem.

Riferendosi ai recenti risultati dei dati Pisa – con l’Italia che in fatto di competenze acquisite da parte degli alunni ha fatto registrare risultati superiori alla media Ocse -, il ministro dell’Istruzione ha detto di essere “orgoglioso che nelle scienze siamo tra i pochissimi Paesi che in questi anni hanno saputo crescere e quindi andiamo avanti in questa direzione”.