Con il colpo finale di Rowe, anche l’Atalanta ha sorpassato il Napoli nella classifica dei club con maggiore valore della Serie A stilata da Transfermarkt. I nerazzurri salgono a quota 436 milioni (o poco più) per la rosa in dotazione di Sarri quest’anno, mentre gli azzurri di Allegri restano fermi a 432 milioni e mezzo, poco più giù. Un gioco matematico, certo, non una destinazione della classifica finale: il campo, molto spesso, ha verità tutte sue. Ma quella che vediamo oggi è una classifica che disegna l’ultimo lustro del club azzurro, tra sessioni di mercato rischiose, altre avventato, altre esagerate e altre ancora molto deludenti. Come quella che si è conclusa meno di 48 ore fa.
I segnali di un calo ci sono tutti. L’obiettivo dichiarato della società a inizio estate era quello di vendere - vendere tanto - per poter così abbassare i costi (giusto) e anche l’età media di una squadra che di problemi fisici ne aveva avuti troppi (giustissimo!). Poi, però, tra il dire e il fare c’è di mezzo il calciomercato. Così sono arrivati un giovanissimo Favasuli, ma anche un Badiashile da rilanciare. Il tutto, senza liberarsi di ingaggi pesanti se non per il caso Romelu Lukaku, ormai destinato all’addio dopo una stagione sempre ai box. Poi sono rimasti tutti: senatori come Lobotka e Anguissa, calciatori intermittenti come David Neres o Noa Lang. Un mercato che ha visto addirittura andare via (per 30 milioni, certo) Miguel Gutierrez, il più giovane dei terzini mancini, mentre si rinnovava per due anni Spinazzola, non di certo un rookie da lanciare nel calcio italiano. Sicuramente uno tra i più costanti un anno fa, ma una incongruenza con quanto annunciato. L’unico rinnovo fin qui, insieme a quello ufficializzato ieri per Giovanni Di Lorenzo fino al 2030. Restano, per ora, i numeri: se lo scorso anno il Napoli aveva la seconda rosa con più valore della Serie A, nella stagione appena cominciata gli azzurri sono al 7° posto. Dietro non solo all’Inter, ma anche alla Juve, al Como, alla Roma, al Milan. E, come detto, all’Atalanta. Non significa, questo, che gli azzurri dovranno accontentarsi della Conference. Ma i numeri danno indicazioni importanti. E dicono che il club di De Laurentiis è in “perdita” in questi dati da quattro anni, con un -2,1% che è il secondo calo più importante dietro solo al Milan, che nel finale ha visto l’addio di Leao.
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A leggerla così, la classifica, solo con i freddi numeri, allora il campionato sembra già finito. L’Inter stacca tutti, la rosa a disposizione di Chivu tocca i 730 milioni di euro addirittura migliorando con un +7,7% la squadra della passata stagione. Ma per fortuna il calcio dice altro. E ricordiamo: quando Spalletti ha stravinto il campionato nel 2022-23, il Napoli partiva con la quinta squadra per valore. E nemmeno nella stagione dello scudetto di Conte era sul podio, anticipato da Inter, Milan e Juventus. Un auspicio per il Napoli di Allegri, che si ritroverà a fronteggiare però una Serie A enormemente rinforzata. La squadra che aveva vinto il quarto scudetto solo due anni fa, è stata rivoltata come un calzino. Per non parlare di quella lasciata da Spalletti appena tre estati fa. L’azzurro con più valore? Resta Rasmus Hojlund, che varrebbe almeno 60 milioni, 20 in più di Scott McTominay e ben 30 in più di Alessandro Buongiorno, sul podio nonostante una stagione in chiaroscuro e l’infortunio che lo terrà ai box fino al 2027. Un dato che potrebbe dirla lunga sul resto dei compagni. Insomma, gli azzurri dovranno stringere i denti in questa stagione dalle speranze al vento e dal mercato quasi a zero.
Ma dovranno farlo stravolgendo anche i termini e i valori della classifica che al momento li vedrebbe fuori dalla zona Champions e dall’Europa più importante. Quello che è l’obiettivo principale del club di De Laurentiis. A proposito di Champions League: se gli azzurri sono al 7° posto in Italia, inutile guardare a quello che sarà la classifica europea ora che tutti i mercati chiuderanno. Bisognerà rincorrere, già a partire dalla sfida di mercoledì contro l’Arsenal: i Gunners hanno una rosa da quasi un miliardo e mezzo di euro. Due mondi all’opposto. Ieri sera il club azzurro ha anche consegnato la lista Champions aggiornata per questa stagione: mancherà, ovviamente, Alessandro Buongiorno fino a nuovo ordine, esclusi anche Giovane e Marianucci. Non è una bocciatura, ma semplice matematica: con la permanenza di Lang, Allegri ha preferito tenere in lista l’olandese, mentre il difensore classe 2004 dovrà comunque rientrare dall’infortunio tra un mese. Si farà di necessità virtù, senza pensare ai valori in banca.