okayduckyachtclub.xyz

Valter Lavitola, niente domiciliari nell'alloggio romano: il "no" dell'ex compagna Natalia Potenza


La vicenda giudiziaria di Valter Lavitola si arricchisce di un retroscena personale destinato ad appesantirne la posizione processuale. L'imprenditore, attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia, ha perso la disponibilità dell'alloggio romano in cui sperava di trascorrere gli eventuali arresti domiciliari: ad accorgersi della presenza di un'altra donna e a cacciarlo di casa è stata la compagna Natalia Potenza, notizia svelata da Il Giornale.

Il rifiuto formale dell'ex compagna

Il 26 agosto 2026, Natalia Potenza si è presentata presso la stazione dei Carabinieri Gianicolense per formalizzare la fine della relazione sentimentale. Nel verbale stilato dalle forze dell'ordine, la donna ha messo a referto la decisione di ritirare l'ospitalità nella propria abitazione per qualsiasi futura misura alternativa al carcere. Contestualmente, ha revocato la disponibilità ad assumerlo presso il ristorante Cefalù (gestito dalla società Baires), precludendo così anche l'ipotesi di un affidamento in prova al servizio sociale.

L'imminente udienza al Riesame

Il diniego giunge alla vigilia di un passaggio chiave per la difesa, curata dagli avvocati Sergio e Arturo Cola. Lunedì 7 settembre 2026, dinanzi al Tribunale del Riesame, i legali depositeranno una memoria di 71 pagine con la richiesta di scarcerazione.

Pur potendo l'imputato indicare un domicilio alternativo, la decisione dell'ex partner priva la difesa di uno snodo logistico centrale proprio nel momento di massima pressione giudiziaria.

Le ammissioni e la linea difensiva

Sul piano processuale, la difesa cercherà di ridimensionare le accuse legate all'atto intimidatorio ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci. Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell'azione, sostenendo tuttavia di aver commissionato tramite il tramite Clesio Gomes Tavares un semplice "gesto dimostrativo" (colpi d'arma da fuoco contro un muro) al fine ipotetico di far aumentare la scorta al giornalista, e non l'esplosione dell'ordigno poi verificatasi.

I nodi su fuga e inquinamento delle prove

La Procura esprime forti riserve sulle garanzie offerte da una misura non detentiva. A pesare sono le relazioni internazionali dell'indagato e il tentativo di viaggio in Camerun del 3 luglio scorso, fermato dai Carabinieri; su questo punto, la difesa sostiene di aver sempre notificato gli spostamenti alle autorità tramite e-mail. Resta inoltre aperto il tema del rischio di inquinamento probatorio e dei possibili contatti con Tavares e i presunti esecutori materiali (Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello), elementi che il Collegio del Riesame dovrà soppesare per stabilire la permanenza in carcere.


Ultimo aggiornamento: domenica 6 settembre 2026, 20:49

© RIPRODUZIONE RISERVATA