VENEZIA – I gusti delle giurie sono imperscrutabili e i pronostici, anche a due giorni dalla premiazione, sono sempre un gioco rischioso. I gusti del pubblico, i gusti dei critici potrebbero non coincidere con quelli di quei nove giurati di Venezia 83 capitanati da Maggie Gyllenhaal. Ma in un’edizione in cui in concorso c’erano solo due registe donne (la danese May el-Toukhy e la israeliana Rachel Szor) i personaggi femminili non sono mancati e non sono mancate le interpretazioni potenti, come quella di Mathilde Arcel protagonista di Woman unknown o Alba Rohrwacher, manager di Un bon petit soldat di Stéphane Brizé o Jasmine Trinca protagonista sia per Nanni Moretti che per Paolo Strippoli e anche Penélope Cruz nel suggestivo Bunker.
Eppure da ieri sera, quando Il fuoco che ti porti dentro, il film di Edoardo De Angelis ha ricevuto quattordici minuti di applausi, il nome di Vanessa Scalera (la protagonista) viene fatto tra gli addetti ai lavori come una seria candidata alla Coppa Volpi. Cinquant’anni il prossimo aprile, l’attrice pugliese – conosciuta al grande pubblico come Imma Tataranni – ma con una lunga carriera teatrale e cinematografica alle spalle è arrivata alla Mostra del cinema di Venezia per la prima volta e ha confessato tutta la sua emozione prima di scatenarsi in pista la sera durante la festa per il film.
Scalera, invecchiata per interpretare la madre di Lino Musella, è Angela, una madre napoletana sbarcata a Milano per la vigilia di Natale a casa del figlio che si è fatto una famiglia a centinaia di chilometri proprio per sfuggire al suo abbraccio soffocante. Mentre frigge melanzane e prepara l’insalata di rinforzo, mentre rincorre il cappone da uccidere per il tradizionale brodo per tutto l’appartamento, e fuma, e urla e si lamenta Angela trascende dalla sua storia e diventa la madre di tutti, quella che amiamo nonostante sia insopportabile come ha raccontato lo stesso regista.