Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno? Dipende dai punti di vista. Sarebbe colmo se a Reggio Calabria per vincere le suppletive ed ereditare il seggio che fu di Ciccio Cannizzaro Roberto Vannacci non avesse “giocato sporco”, sfilando a una manciata di giorni dal voto Domenico Giannetta a Fi, a Reggio noto come Mimmo Pigliatutto, il che la dice lunga sulla sua storia politica. Un recordman di voti per sfidare il centrodestra e un nome “forestiero”, sostanzialmente calato dall’alto: Fabio Roscioli, avvocato di Fininvest e uomo fidato di Marina Berlusconi. Giannetta si è fermato a poco meno dell’11%, Roscioli ha vinto a mani basse con un 51%. Subito dietro di lui, ma nemmeno troppo, Frank Benedetto, candidato del fronte progressista, che ha ottenuto il 36, 59% delle preferenze.
Ma veniamo a Vannacci, perché le elezioni in quel di Reggio Calabria servivano soprattutto a soppesarlo.
E se da un lato è vero che il generale ha sfondato il tetto del 10%, viaggiando su una percentuale a due cifre, e’ altrettanto vero che aver arruolato Giannetta nei fatti “falsa” la missione del leader di FN. Il suo candidato, infatti, nelle elezioni per le regionali che un anno fa hanno riconsegnato chiavi in mano la Calabria a Roberto Occhiuto, aveva portato a casa 10mila preferenze, mentre ieri si è attestato a poco più di 8.500 voti. Tanto da far maliziare gli uomini di Fdi: “L’effetto Vannacci c’è ma vale al contrario: ha azzoppato Giannetta”. E anche il dato sull’affluenza, inchiodata al 22,34%, non sembra aver soffiato nelle vele dell’ex generale della Folgore, spingendo il “Partito degli astenuti” alle Urne. Certo, si tratta di elezioni estremamente circoscritte, uno strapuntino rispetto al voto del prossimo anno.
Ma può essere un antipasto per valutare il Generale e l’effetto che fa, in questo caso prendendo con le pinze i sondaggi che ne fotografano una crescita esponenziale. Di sicuro, al primo tentativo, il piano del generale non è andato a segno: doveva, o voleva, azzoppare il centrodestra, costringerlo alla resa, provare che senza di lui non si vince. Per il momento, in un'elezione molto parziale come quella di Reggio, non è stato così. Come non accadde a Vigevano, dove nonostante il 14% del primo turno del candidato futurista, vinse come il centrodestra al ballottaggio. Poi certo che il voto politico puo' essere un'altra storia, visto che lì ci sarà molto voto di opinione. Ma chissà quando ci sarà quel voto, c'è chi dice ad aprile, chi dice a settembre/ottobre, e per quell'epoca il fenomeno Vannacci potrebbe anche essersi almeno in parte sgonfiato.
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