Il fascicolo per stabilire se militari abbiano assunto ruoli direttivi e di rappresentanza politica in "Futuro Nazionale", violando l'ordinamento militare, e se abbiano abusato di permessi sindacali per la propaganda politica, è già all'esame della procura militare di Roma guidata da Marco De Paolis. È stato aperto dopo un esposto del sindacato militare che si è rivolto anche alla procura ordinaria per verificare eventuali violazioni della legge Scelba e profili di propaganda dell'odio razziale. Ma c'è un passaggio, nella nota del procuratore, che allunga un'ombra sinistra sul partito di Roberto Vannacci e sulle prossime elezioni: De Paolis ha comunicato di compiere accertamenti «sulla posizione di appartenenti alle Forze Armate all'interno della struttura organizzativa "Futuro Nazionale", anche alla luce di notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera». Il riferimento diretto è all'articolo apparso due giorni fa sul Financial Times che definiva Vannacci «un cavallo di Troia per l'influenza russa in Italia». Un allarme che arriva anche dal Copasir, e Vittorio Rizzi, direttore del Dis, ieri ha annunciato: «Sono state messe in campo, sulla stessa indicazione del Copasir, una serie di misure per tutelare la libertà del processo democratico di voto».
E il generale commenta sui social: «Mamma li russi. Grandi titoloni sulle possibili e potenziali influenze russe sulle elezioni italiane ma, guarda caso, nessuno si preoccupa sulle attuali, e già presenti, influenze sulle elezioni italiane da parte del Financial Times e da parte di tantissime altre testate manovrate dalla finanza internazionale e dai poteri forti».
Secondo il quotidiano britannico «i punti programmatici del partito sarebbero allineati al Cremlino e rischiano di complicare la campagna per la rielezione di Meloni, sfruttando le profonde correnti di pacifismo, malcontento economico e affinità per Mosca presenti in Italia». Non solo: «Alcuni analisti - sottolineano - sospettano un'influenza russa dietro l'ascesa di Vannacci». Gli esponenti del Consiglio europeo per le relazioni estere hanno lanciato l'allarme: «Una Roma influenzata da Vannacci bloccherebbe attivamente le iniziative di difesa dell'Ue, porrebbe il veto alle sanzioni e divulgherebbe informazioni sensibili sul coordinamento della sicurezza».
Dopo la preoccupazione manifestata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani sul rischio che la Russia possa tentare di influenzare le elezioni in Italia (e non solo), è arrivato anche quella della nostra intelligence. «Il tema di tutelare il processo elettorale riguarda non solo l'Italia ma tutti i paesi che nel 2026 e 2027 andranno al voto - ha detto ieri Rizzi - E su questo sono state messe in campo, sulla stessa indicazione del Copasir, una serie di misure per tutelare la libertà del processo democratico di voto». «Il tema delle possibili intromissioni, delle attività di disinformazione attraverso vari canali, è un rischio più volte testimoniato in numerosi momenti elettorali di diversi paesi. Anche l'Italia non è immune da questo rischio», ha confermato il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini. «Non va drammatizzato - ha precisato - ma occorre mantenere alta l'attenzione ed è quello che viene fatto, anche da questo punto di vista, dai nostri servizi che monitorano quotidianamente le piattaforme social e le possibili azioni di intromissione di attori esterni».
La denuncia del sindacato militare riguarda Antonsergio Belfiori, generale di Divisione aerea dell'Aeronautica militare e segretario nazionale Siam, che è referente del comitato elettorale 329 Villafranca (Verona) di Futuro nazionale e Luigi Avveduto, sottufficiale dei carabinieri e segretario nazionale del Sim, attualmente referente comitato 1333 di Futuro nazionale a Roma. Secondo il sindacato, che fa riferimento anche ad altri militari, si sarebbe verificata l'assunzione «di ruoli direttivi e di rappresentanza politica all'interno del movimento politico Futuro Nazionale in contrasto frontale con i principi di neutralità, fedeltà istituzionale e astensione dalla vita politica attiva imposti dall'ordinamento militare». Non solo, alcuni esponenti del partito di Vannacci utilizzerebbero «la qualifica militare per finalità di propaganda politica in contesti pubblici e digitali, condotta che potrebbe integrare violazioni penali legate all'abuso dei doveri inerenti allo status di militare e alla strumentalizzazione dell'istituzione a fini di parte». Quindi il riferimento alla «promozione di contenuti ideologici radicali, riconducibili al documento programmatico del movimento, le cui previsioni includono strategie di impiego delle Forze Armate e politiche incompatibili con il giuramento di fedeltà alla Repubblica e ai valori fondamentali della Costituzione». Infine, «l'esercizio di attività organizzative e associative all'interno in violazione delle limitazioni».
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