Varese, 21 agosto 2026 – “La partita non è chiusa”: lo sottolineano in modo congiunto la sezione di Varese della Lega nazionale del cane e Wwf Insubria. Che sono pronte a dar battaglia contro la decisione di Palazzo Estense, ratificata dal consiglio comunale lo scorso settembre, di ospitare ai Duni di Bizzozero il nuovo canile di Varese. O meglio qui sorgerà il centro polifunzionale per animali, che accoglierà anche il gattile e lo spazio per il ricovero della fauna selvatica, per una struttura che vuole essere unica nel suo genere in Lombardia, in accordo con Provincia e Regione tramite Ats. Ma per il Wwf il luogo scelto per il canile non è idoneo: l’associazione ambientalista contesta la collocazione in un’area che ospita un corridoio ecologico.
L’associazione ha quindi invitato per un sopralluogo la Lega del cane, che gestisce l’attuale canile di via Friuli. Prati stabili e filari alberati formano in questo punto una sorta di imbuto naturale utilizzato dalla fauna per spostarsi, dicono dal Wwf. "Qui non parliamo di una possibilità teorica – spiega Matteo Colaone – basta guardare il terreno. Da questo corridoio passano cervi, caprioli, cinghiali, volpi e molte altre specie. Chiudere e trasformare quest’area significa intervenire su un collegamento ecologico che oggi esiste e viene utilizzato”.
Per la Lega del cane i dubbi sulla sede si aggiungono a quelli sull’utilizzo degli spazi. “Le nostre osservazioni sul progetto restano – sottolinea la presidente Alessandra Calafà – abbiamo voluto ascoltare quelle del Wwf sulla scelta dell’area e vederle direttamente sul posto. Varese aspetta da anni una nuova struttura per gli animali, ma proprio per questo riteniamo necessario che venga fatta bene e nel luogo giusto”. Ora il confronto proseguirà anche sugli atti. Wwf e Lndc continueranno ad approfondire il progetto sotto il profilo tecnico e amministrativo e non escludono di ricorrere agli strumenti legali disponibili. “Continueremo a informare i cittadini e a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per tutelare i Duni e il loro corridoio ecologico”.