
«I santuari sono il sistema immunitario della Chiesa». Con le parole care al pensiero di Papa Francesco, l’ex vescovo di Rio de Janeiro e di Taranto Filippo Santoro ha aperto la sua riflessione davanti alle centinaia di persone radunate sul piazzale del Mosè al Sacro Monte di Varese.
Santoro ha infatti presieduto ieri sera, venerdì 14 agosto, la celebrazione eucaristica alla vigilia della festività dell’Assunta, cui il santuario è intitolato. Ampia la partecipazione dei fedeli: in molti sono saliti a piedi lungo il tracciato devozionale con la recita del Rosario, confermando una consuetudine che negli anni vede spesso presuli e religiosi fermarsi in questo luogo per un periodo di riposo tra la quiete e il paesaggio naturale circostante. Nel corso del rito Santoro indossava la mitria ricevuta in dono nell’ambito di un pellegrinaggio al Santuario della Madonna Aparecida, meta di forte devozione nel popolo brasiliano. Centrando il discorso sulla figura di Maria, il presule ha aggiunto un secondo passaggio: «La sua assunzione in cielo è per noi segno della bellezza e del compimento a cui siamo destinati».
Sull’altare allestito al di sopra della statua del Mosè è stata posta la statua della Madonna del Sacro Monte. Poco prima della conclusione della Messa, l’effige è stata girata verso il panorama di Varese, a quel punto avvolta dal buio e rischiarata soltanto dai punti luce della notte. Con questo orientamento il vescovo ha invocato la protezione divina su tutti i presenti e sulla comunità. I momenti di preghiera dedicati all’Assunta continuano oggi dentro l’edificio sacro con le varie funzioni in calendario. Per la serata di sabato è fissata la solita tombolata sul piazzale intitolato a Paolo VI, nell’area accanto alla chiesa.

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