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Vasco Rossi: «Amo il Sud, non l'ho mai offeso: è una bufala vergognosa. Chi la ripete e la scrive verrà querelato»


Vasco Rossi torna al centro delle polemiche, ma questa volta non lascia scampo. L'artista di Zocca è finito di nuovo nel mirino del web per una celebre frase virale che da anni circola in rete e che lui stesso ha smentito a più riprese in passato, secondo la quale avrebbe definito il Sud «il cesso d'Italia». Esausto di dover combattere contro una notizia palesemente falsa, il rocker si è sfogato duramente sui suoi canali social.

Lo sfogo sui social: «Una bufala infamante»

Attraverso un carosello di foto su Instagram, Vasco ha voluto mettere un punto definitivo alla questione: «Amo il Sud. Non ho mai offeso il Sud e non ho mai parlato male del Sud!», ha scritto furioso l'artista. «È una bufala vergognosa, velenosa e infamante che gira da anni e che ho sempre smentito».

Un legame, quello tra il Komandante e il Mezzogiorno, testimoniato da fatti concreti e da un profondo affetto reciproco: il cantautore è infatti uno abituale frequentatore della Puglia, in particolare di Castellaneta, dove ama trascorrere l'estate e dove sono stati anche creati dei percorsi turistici ispirati ai suoi soggiorni.

L'intervento dell'avvocato 

Questa volta, però, la smentita non si ferma alle semplici parole. Il Blasco ha annunciato che passerà alle vie legali contro chiunque continui a diffondere la fake news: «Chi la ripete e la scrive verrà querelato per diffamazione! E pagherà un risarcimento!».

A dimostrazione di ciò, nella seconda diapositiva del post appare lo screenshot del suo legale che risponde direttamente al commento di un utente informandolo dell'avvio delle pratiche giudiziarie.

Il rocker ha poi concluso il messaggio riprendendo un estratto del suo celebre brano Gli spari sopra, lanciando un promemoria agli utenti: «Ed è sempre stato facile fare delle ingiustizie. Prendere, manipolare e fare credere, ma adesso state più attenti, perché ogni cosa è scritta».

Un episodio già noto

Non è la prima volta che il cantautore si trova costretto a ricorrere a vie legali per tutelare la propria immagine. Lo scorso agosto, infatti, Vasco Rossi aveva querelato un utente che lo accusava di aver fatto i nomi di alcuni spacciatori per ottenere la scarcerazione dopo l'arresto avvenuto nel 1984. Anche in quel caso aveva chiarito la realtà dei fatti: non fu lui a fare nomi, ma il suo nome a essere fatto da terzi, portandolo a trascorrere 22 giorni in carcere, di cui 5 in completo isolamento.


Ultimo aggiornamento: martedì 15 settembre 2026, 21:10

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