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Velox in viale Togliatti, manca ancora la richiesta. Ecco come funziona l’iter


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L’amministrazione dovrà presentare l’istanza per sollecitare l’installazione. Poi le verifiche sulla strada: in viale Sabena ci sono voluti più di due anni.

L’amministrazione dovrà presentare l’istanza per sollecitare l’installazione. Poi le verifiche sulla strada: in viale Sabena ci sono voluti più di due anni.

L’amministrazione dovrà presentare l’istanza per sollecitare l’installazione. Poi le verifiche sulla strada: in viale Sabena ci sono voluti più di due anni.

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L’istanza ancora non è stata depositata. Ad oggi, dunque, non è ancora partita l’istruttoria della Prefettura che potrebbe portare all’installazione di una nuova coppia di autovelox in viale Togliatti, dopo l’ultimo drammatico incidente del weekend scorso. Quello del Comune, insomma, per ora resta più che altro un annuncio, una volontà – per quanto chiara e comprovata – più che un percorso già chiuso. Solo quando arriverà la richiesta da Palazzo d’Accursio, o dalla Città metropolitana, allora partirà l’iter vero e proprio: la polizia stradale si occuperà dei rilievi e delle analisi del caso per determinare l’effettiva e comprovata possibilità di aggiungere nuovi occhi elettronici in uno degli assi ad alto scorrimento più critici di Bologna.

Non è chiaro, poi, quanto ci vorrà: ogni strada merita valutazioni ad hoc, basate sulla sua conformazione, sul tasso di incidentalità e su altri indicatori necessari per arrivare all’ok definitivo. Per il velox in viale Sabena, ad esempio, ci sono voluti più di due anni a causa di complicazioni tecniche e di un lavoro che è dovuto ripartire da zero dopo diversi mesi. In altri casi molto meno. E ancora: esattamente un anno fa, la consigliera metropolitana delegata Simona Larghetti aveva parlato di "un piano di investimenti di cinque milioni al 2028" per ridefinire tutti i dispositivi in provincia, annunciando allora anche l’arrivo di nuovi ‘tutor’ sulle strade extra-urbane.

Ad oggi i velox in città sono sette coppie: le prime sono arrivate in via Stalingrado e in viale Panzacchi ormai nel lontano 2016. Poi, nel 2024, l’exploit: gli occhi elettronici – con i dispositivi, peraltro, ammodernati – sono spuntati anche in viale Lenin, viale Cavina, viale Berti Pichat e viale Togliatti. Infine gli ultimi arrivati, quelli in viale Sabena (sempre uno per senso di marcia), non senza polemiche.

Bologna, quando si parla di multe con i velox (che sanzionano solo chi supera i 50 all’ora e mai chi va oltre i 30 all’ora), non si tira di certo indietro. Secondo i report pubblicati negli ultimi mesi da Codacons e Facile.it, la città è seconda per numero di sanzioni con gli occhi elettronici: oltre nove milioni di euro incassati nel 2025 con un +21,3% rispetto all’anno precedente (7,5 milioni). Un dato, peraltro, in controtendenza rispetto al resto del Paese, dove i proventi dei velox calano dell’8,9%.

A ‘sbancare’ è il dispositivo in viale Cavina, che da luglio 2024 a dicembre 2025 ha registrato 90.502 multe. Secondo proprio quello in viale Togliatti, con 57.623 verbali nello stesso periodo, dove l’altro giorno gli amici hanno appeso uno striscione d’affetto verso i tre giovanissimi rimasti feriti nell’incidente di domenica e ancora ricoverati in Rianimazione: "Ragazzi siete forti, siamo con voi".

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