JESOLO - Per l'autorità spagnola ha potuto riportare l'auto a casa, per quella italiana al momento continua solo ad essere il custode di quel mezzo, formalmente ancora intestato ad un'altra persona. Insomma, dopo la truffa quasi una beffa.
È la storia che ha per vittima Simone Zanchetto, noto imprenditore edile jesolano. Ben due anni e mezzo fa, l'uomo era stato truffato a seguito della vendita della sua auto, una Range Rover Sport, pagata con un assegno poi risultato falso, e ritrovata dopo alcuni mesi in una concessionaria a Toledo, in Spagna, grazie alle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Jesolo che aveva subito segnalato la situazione anche al centro di cooperazione di Roma e alla Guardia Civil spagnola. Una volta individuata, l'auto è stata recuperata e riportata in Italia fino a rientrare nel litorale veneziano, nuovamente in casa dello stesso Zanchetto che però a livello formale non può ancora ottenere la piena proprietà in quanto ancora intestata ad una terza persona, risultata però inesistente.
«Ed è questo l'aspetto più paradossale di questo vicenda spiega l'imprenditore a seguito delle indagini e del ritrovamento dell'auto, e di altri mezzi, ci sono stati degli arresti, tra i quali ovviamente non figura il nome di chi mi ha consegnato l'assegno visto che le sue generalità erano false al pari dell'assegno. Eppure, per avere la proprietà dell'auto occorre annullare la vendita, serve quindi un'attestazione al Pra nella quale si dimostra che quell'acquirente non esiste, ma l'assurdità è che non posso rivalermi contro chi ha truffato visto che formalmente è come se quella persona non esistesse visto che le sue generalità erano false. È un controsenso dal quale oggi non vedo vie d'uscita, se non quella di rimetterci ancora tempo e altro denaro».
Tutto è iniziato oltre due anni fa, quando l'imprenditore aveva deciso di mettere in vendita la sua auto attraverso un noto sito online. Ricevute le prime proposte di acquisto, tutte declinate perché apparse dubbie, a farsi avanti era stato un uomo interessato all'acquisto per fare un regalo al padre. Avviate le trattative, i due avevano concordato il prezzo di vendita: 56mila euro da saldare tramite assegno circolare. Una modalità di pagamento in genere considerata sicura. Ed è stato nelle operazioni successive che è emersa l'amara verità: l'assegno era falso, come i documenti dell'acquirente. A vuoto, ovviamente, i tentativi di mettersi in contatto con l'autore del raggiro: all'imprenditore jesolano non è rimasto altro che presentare una denuncia alla Guardia di Finanza di Jesolo. Veloci le indagini delle Fiamme Gialle che si sono messe sulle tracce dell'acquirente, ricostruendo i suoi spostamenti grazie al segnale Gps lanciato dal computer di bordo dell'auto prima rintracciata non molto lontana da Milano e successivamente recuperata in una concessionaria vicino a Toledo, in Spagna. Rientrata prima in Italia, e poi nel litorale, l'imprenditore si è rivolto all'avvocato jesolano Alessio Bacchin per cercare di risolvere questa intricata vicenda.
«È una situazione paradossale conclude Zanchetto sono il custode dell'auto, che però non posso usare e che più passa il tempo più si svaluta. Ad oggi, non posso nemmeno rottamarla».