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Venezia, ministro degli Esteri ucraino contro il film “Dau” alla Mostra: “È propaganda”


Il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha protestato ufficialmente contro l’inserimento nel programma della prossima Mostra del cinema di Venezia del film sperimentale Dau, firmato dal regista russo dissidente Ilya Khrzahanovsky. Il film, frutto di un lavoro ventennale, era stato definito dal direttore della Mostra Alberto Barbera “un progetto unico, esperimento audace”.

Il regista con cittadinanza britannica, tedesca e israeliana ha rinunciato a quella russa dopo l’invasione di Putin dell’Ucraina. Il suo progetto, iniziato nel 2006, aveva l’obiettivo iniziale di raccontare la storia della figura di Lev Landau, fisico premio Nobel che sviluppò i primi ordigni nucleari sovietici e fu per decenni a capo dell’Istituto di problemi di fisica a Mosca e che "ha contribuito controvoglia" alla prima bomba nucleare russa ma poi si è ampliato in un progetto più ampio. Alberto Barbera ha raccontato in conferenza stampa come “il regista ha ricreato nel sud dell’Ucraina un autentico istituto di ricerca della fine degli anni Venti”. Le riprese iniziate nel 2006 sono finite dopo vent’anni. In questi vent’anni le attività sono proseguite a varie riprese dentro questo istituto dove le comparse e gli attori hanno vissuto e lavorato accanto a veri scienziati di fama internazionale.

"In un momento in cui la Russia continua la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, distruggendo sistematicamente le nostre città – ha dichiarato il ministro ucraino – il patrimonio culturale e l’identità nazionale, concedere a un progetto legato allo Stato russo e alle sue reti di influenza una delle più prestigiose piattaforme culturali del mondo manda un segnale estremamente preoccupante”. Al momento la Biennale non commenta la notizia. Il film è di produzione tedesca con fondi svedesi e francesi, quindi non ci sono finanziamenti russi al progetto. Tra i protagonisti del film c’è però il direttore d’orchestra greco Teodor Currentzis considerato vicino al regime di Putin che ha ottenuto la cittadinanza russa nel 2014 per decreto presidenziale. Nel cast, accanto a Currentzis che interpreta Landau, Radmila Shchogolieva è la moglie Nora, mentre il regista teatrale Anatoly Vasiliev è il direttore dell’Istituto.

Questa polemica si inserisce nella questione che ha coinvolto la Biennale Arte e la scelta del Presidente Pietrangelo Buttafuoco di riaprire il Padiglione russo. In occasione della conferenza stampa di presentazione del programma cinematografico Buttafuoco aveva avuto parole molto dure nei confronti della Commissione europea e della sua scelta di togliere due milioni di finanziamento alla Mostra del cinema. “Si è sfilato quest’anno, senza un impatto significativo, un compagno di strada con cui abbiamo condiviso un percorso, in ragione di un punto tutto politico e non giuridico e figurarsi se non culturale. Questo compagno di strada ci lascia e noi non facciamo politica, non assecondiamo i tamburi”.