
di Marina Verdenelli
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sabato 5 settembre 2026, 03:10 - Ultimo aggiornamento: 08:26
SAN SEVERINO - Prima la mazza da baseball, poi la katana. Infine una fuga lungo una delle vie principali di Praga che stava per costare la vita a un 20enne di San Severino in vacanza con gli amici. Il giovane, studente, è stato raggiunto e ferito con una spada giapponese. Un’aggressione che gli ha lasciato profonde ferite alla mano e alla nuca e che, fino a oggi, era rimasta lontana dai riflettori. A distanza di mesi il fatto è emerso solo ora che la vicenda è approdata al Tribunale di Ancona in quanto tribunale del capoluogo di distretto competente.
Tra ieri e giovedì infatti si sono svolte a porte chiuse le audizioni in rogatoria internazionale della vittima e di 4 dei suoi amici, tutti di San Severino e che erano con lui a Praga.
Le testimonianze sono state raccolte su richiesta dell’autorità giudiziaria della Repubblica Ceca, nell’ambito delle indagini preliminari sul caso. Cinque giovani chiamati a ricostruire davanti al giudice italiano quei momenti concitati, in videocollegamento con l’autorità giudiziaria di Praga. Collegato c’era anche il responsabile del ferimento, un 22enne vietnamita arrestato per l’aggressione e indagato per tentato omicidio.
I ragazzi maceratesi sono stati a Praga per le vacanze di Natale, dal 19 al 23 dicembre scorso. Tutto sarebbe iniziato in maniera apparentemente banale. Il gruppo di ragazzi era entrato in un negozio, il 20 dicembre. Il commesso vietnamita avrebbe iniziato a chiedere loro di uscire, spiegando che all’interno potevano stare al massimo due persone. Secondo quanto riferito dallo stesso indagato, avrebbe dovuto ripeterlo diverse volte. Uno dei ragazzi avrebbe anche chiesto una bottiglia di acqua frizzante, ricevendo, secondo il racconto dei giovani, una risposta molto brusca. La situazione si sarebbe fatta sempre più tesa. Alcuni del gruppo avrebbero fatto marcia indietro e sarebbero usciti dal locale, mentre altri sarebbero stati ancora al bancone per prendere alcune cose. La situazione è precipitata. Il 22enne avrebbe preso una mazza da baseball per colpirli, poi avrebbe impugnato una katana inseguendo i giovani per la strada. È con quella che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe colpito il 20enne di San Severino che ha riportato ferite gravi alla mano: le prime tre dita sono state lesionate, con danni a tendini e muscoli. Un altro fendente lo ha raggiunto dietro la nuca, provocandogli un profondo taglio. Una trentina i punti di sutura riportati. Il giovane è stato portato in ospedale in ambulanza. Il giorno dopo è stato accompagnato in commissariato per firmare la denuncia. Poi il rientro in Italia in aereo, il 23 dicembre. Sono 3 mesi che sta dietro alle lesioni avute e di notte ha ancora gli incubi. Il vietnamita dopo l’aggressione ha atteso l’arrivo della polizia all’interno del negozio, respinge però l’accusa di aver colpito per uccidere.
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