Veronica partiamo dalla nascita della tua passione per la musica.
Ho una famiglia con mamma e papà artisti, mio padre aveva un suo complesso, la mamma invece è pittrice dunque sono cresciuta con la musica e con l’arte ecco perché la creatività credo di averla avuta sempre dentro, ti riconosci e io ho avuto il bisogno di seguire il tarlo della musica da una parte e dall’altra quello dell’arte.
Che studi hai fatto?
Ho frequentato il liceo artistico poi mi sono laureata in Architettura e ho anche frequentato l’Accademia Musicale a Firenze.
Cosa ti ha spinto a scegliere la musica?
Direi che tutte le contaminazioni che respiravo ogni giorno si sono trasformate nell’esigenza di esprimermi con la musica. I miei esordi da musicista mi hanno portato a suonare tutti gi strumenti poi ho sentito il bisogno di creare qualcosa di mio e mi sono spostata verso l’elettronica. Ho lavorato col produttore Diego Calvetti, ero parte di un duo chiamato Kimagure, che in giapponese significa capricciosa e si collega a un manga, dopodiché ho sentito l’esigenza di mettermi alla consolle, cosa che avevo già fatto da ragazzina alle feste tra amici con i vinili.
Dopo il periodo con Warner cosa è accaduto?
Ho lavorato con Radio Bruno, facevo una trasmissione legata all’arte e anche speakeraggio. Poi ho ripreso in mano tutti i dischi e sono approdata nel mondo deejay: quella scelta la porto avanti da 15 anni. Tra i due mondi famigliari ho scelto ufficialmente la musica.
Dopo l’esperienza in radio che è accaduto?
E’ stata splendida ma ero dentro un palinsesto; poi ci sono gli eventi: due anni fa ho suonato all’apertura Tour de France che si è tenuta a Firenze: stare alla consolle tra gli Uffizi e i ciclisti è stato emozionante. Un’altra botta di energia mi è arrivata al Mandela Forum quando ho messo musica in occasione della Coppa Italia di basket.
La tua forza?
In ogni contesto ho la sensibilità di capire chi ho di fronte e scegliere pertanto che musica offrire.
Come sei entrata nel mondo del Comics e di LEG ovvero Live Emotion Group?
Il mio ingresso nel Comics è stato a Lucca Comics e ti dico che la prima sigla che si intitola La Magia che fa Volare è mia e la ha cantata anche Cristina D’Avena
Oggi che ruolo hai?
Per LEG sono responsabile di palco e della programmazione. Accettando questo incarico ho dato una linea ma all’inizio la prima missione da portare a termine era avvicinare la gente al mondo Comics attraverso l’animazione e l’universo cosplayer. Siamo una squadra che funziona benissimo, grazie anche alla fiducia dei nostri capi.
Chi è e cosa fa DJ-V quando è in action?
Di solito faccio le hit del momento e una programmazione EDM ma non disdegno la lounge per gli aperitivi e quindi c’è la Deep House. Il sound varia in base alla location e a quello che si aspetta il pubblico.
Quando non sei sul o dietro il palco che fai?
Creo. Ho un mio studio che si chiama Nautilus e mi ci chiudo, sto in solitaria. La musica è sempre con me.
Come ti rilassi?
Assorbo la musica delle frequenze che vorrei presto inserire nelle mie produzioni, sono situazioni legate ai chakra. Invece in vacanza scrivo, l’ultimo mio libro è un romanzo fantasy che si intitola Wolves, prima ho pubblicato Sofia con la prefazione di Diego Calvetti.
Sei in pace con te stessa?
Io ringrazio sempre per tutto quello che ho ricevuto dalla vita, sono sempre rimasta coerente e sono fiera di me stessa.
Che consiglio daresti a un adolescente che ti dice “voglio diventare come te”?
Studia, sii curioso e comprendi cosa ci sta dietro a questo lavoro.