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Via Altinate tra vandalismi e spaccio, residenti e commercianti: «Qui ormai non siamo più tranquilli»


PADOVA - È considerata una delle vie del centro più “in” della città. La via degli avvocati, dei professionisti, della Padova “bene” insomma. Un gioiello di eleganza e bon ton disegnato da un lungo porticato e palazzi storici. In fondo campeggia la chiesa di Santa Sofia, un gioiello dell’architettura romaica. Oggi però via Altinate sembra essere quasi decaduta e gli ultimi atti vandalici con cui ignoti hanno imbrattato di scritte e svastiche naziste un palazzo proprio all’incrocio con via Santa Sofia ha riacceso nei residenti e nei commercianti la protesta per una zona ormai mal frequentata.


IL FURTO

«Qui non si vive più, un tempo era una via tranquilla, ora è un crocevia di spaccio – afferma Lucrezia De Luca della lavanderia Cleaner, che si trova proprio di fronte al palazzo vandalizzato qualche giorno fa –. Circa sei mesi fa mi hanno svuotato la cassa. Un bottino di quasi 300 euro, il tempo di andare a prendere una camicia sul retro e l’incasso non c’erà più. Ora non lascio più soldi». De Luca racconta che un pomeriggio, verso le 17, un gruppo di ragazzi stranieri hanno scatenato una rissa proprio davanti al suo negozio. «Se mi sfondano le vetrine poi devo pure risarcirli - fa sapere –, siamo riusciti ad allontanarli fortunatamente. Una mia cliente ora ha deciso di lasciare addirittura un biglietto sulla sua auto con la scritta “è aperta”, perché più volte le hanno rotto i finestrini per rubare».

LA DROGA

E poi c’è il problema dello spaccio. «Gestisco la farmacia da luglio dell’anno scorso e sono riuscito ad allontanare e scoraggiare chi veniva a chiedere le siringhe – avverte il titolare della farmacia Santa Sofia Federico Leone – ma è successo che sono entrati e hanno minacciato le nostre collaboratrici. Noi non possiamo né dobbiamo intervenire ma è evidente che c’è preoccupazione. Purtroppo la sera si assiste al bivacco di tossicodipendenti e alcolizzati in piazzetta Colonna e si vedono passare persone sulle biciclette elettriche che vanno avanti e indietro dalla stazione. È evidente che spacciano». Il farmacista per cercare di evitare situazioni pericolose tiene sempre la luce accesa sotto il portico. «Credo che il palazzo sia tutelato dalla Sovrintendenza per cui il Comune non ci consente di installare telecamere o meglio, forse servono le autorizzazioni. In ogni caso è evidente che la via ha un problema di sicurezza ormai». Alcuni residenti avevano presentato anche una petizione all’amministrazione per chiedere misure di sorveglianza. «Qui passano studenti, vivono molti anziani, abbiamo i turisti - conclude il farmacista Leone – e dovremmo offrire una città più sicura e vivibile».


RESIDENTI
L’hanno notato un po’ tutti. In piazza Colonna stazionano, soprattutto la sera, persone “poco raccomandabili”. «Io abito proprio lì di fronte – dichiara l’avvocato Wilma Viscardini che ha anche lo studio al piano terra –. C’è il negozio di alimentari che tiene aperto fino alle 22 e sono contenta perché può essere utile e crea un momento di socialità, ma dopo la sua chiusura è meglio non uscire di casa». Proprio accanto al negozio infatti c’è piazza Colonna. «Ho alcune finestre che danno sulla piazzetta e ho notato che ci sono movimenti sospetti - dice l’avvocato – e sinceramente dopo le 22 non portiamo nemmeno il cagnolino fuori, abbiamo paura. Io ho installato una telecamera che guarda al portico davanti a casa e posso guardare le riprese dal telefono. Il raggio d’azione è limitato ma mi sento più tranquilla. Mi dispiace per quanto accaduto al palazzo imbrattato dai vandali. Devo dire che anche queste scritte sui muri sono un segno di inciviltà e violano il decoro urbano. Sono mesi che nell’immobile di piazza Colonna, appena ridipinto, campeggia una scritta indecente. Serve una maggiore sorveglianza nella via».