Un viaggio last minute a Zante, un prezzo particolarmente conveniente e la pressione per versare subito una caparra. È bastato questo per convincere un 55enne di Codroipo, in provincia di Udine, a trasferire 1.000 euro a un presunto agente di viaggio. Peccato che dall’altra parte dello schermo non ci fosse alcun professionista del turismo, ma un truffatore di appena 20 anni. La vicenda, resa nota dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Udine, è avvenuta nei giorni che precedevano Ferragosto e rappresenta un caso emblematico dei rischi legati alle offerte di viaggio pubblicizzate sui social network.
L’uomo aveva individuato su Facebook una proposta per un soggiorno a Zante a un prezzo particolarmente vantaggioso. L’offerta sembrava provenire da un’agenzia di viaggio e per l’utente presentava caratteristiche sufficientemente credibili da non destare, almeno inizialmente, particolari sospetti. Cliccando sul link indicato nella pagina Facebook, il cliente era stato indirizzato verso una chat di messaggistica istantanea, dove era entrato in contatto con quello che si presentava come un agente di viaggio.
La tecnica utilizzata dal truffatore faceva leva soprattutto sulla fretta. Il presunto agente spiegava che il viaggio era già stato opzionato da oltre 30 persone e che l’offerta sarebbe scaduta nel giro di poche ore. Per assicurarsi la prenotazione, il cliente avrebbe dovuto versare immediatamente una caparra. Una pressione temporale costruita per impedire alla vittima di effettuare le verifiche necessarie.
Convinto dalla proposta, il 55enne ha quindi effettuato un bonifico istantaneo da 1.000 euro. Una volta ricevuta la conferma del pagamento, il sedicente agente ha interrotto ogni comunicazione, spegnendo il telefono e rendendosi irreperibile. A quel punto l’uomo ha capito di essere probabilmente rimasto vittima di una truffa e si è rivolto alla Stazione dei Carabinieri di Codroipo.
L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di ricostruire rapidamente i contatti utilizzati dal falso agente di viaggio e di individuare il responsabile in provincia di Torino. Si tratta, secondo quanto riferito dai Carabinieri, di un cittadino italiano di poco più di vent’anni, denunciato per la truffa.
Il conto corrente utilizzato per far transitare le somme provenienti dalle frodi è stato inoltre sequestrato, con l’obiettivo di consentire la restituzione del denaro alle vittime. La vicenda dimostra anche l’importanza di denunciare tempestivamente episodi di questo tipo. Le segnalazioni consentono infatti alle forze dell’ordine di ricostruire le modalità utilizzate dai truffatori, individuare eventuali collegamenti tra episodi diversi e intervenire sui conti e sugli strumenti utilizzati per incassare il denaro.
Il caso di Codroipo presenta diversi elementi che dovrebbero indurre a una maggiore cautela.
Il primo è ovviamente il prezzo. Un’offerta particolarmente conveniente non significa necessariamente che si tratti di una truffa, ma quando il prezzo appare sproporzionato rispetto alle normali condizioni di mercato è opportuno verificare con attenzione chi sta vendendo il viaggio e a quali condizioni.
Il secondo elemento è la pressione esercitata sul cliente. Frasi come “l’offerta scade tra poche ore”, “ci sono già decine di persone interessate” o “bisogna pagare subito per bloccare la disponibilità” sono strumenti utilizzati anche nelle frodi online per spingere la vittima ad agire senza fare controlli.
Un’agenzia di viaggio seria deve poter essere identificata e verificata. Non è sufficiente che abbia una pagina Facebook, un profilo Instagram, un sito apparentemente professionale o un numero di telefono. La presenza sui social, così come la grafica di un sito, non costituisce di per sé una garanzia sull’identità dell’operatore.
Particolare attenzione deve essere riservata anche ai link. I truffatori possono creare siti clonati o pagine molto simili a quelle di operatori reali. Per questo è fondamentale controllare con attenzione l’indirizzo web, verificando che il dominio corrisponda effettivamente a quello dell’azienda con cui si intende acquistare il viaggio.
Un altro campanello d’allarme riguarda le modalità di pagamento. Nel caso di Codroipo, il cliente è stato convinto a effettuare un bonifico istantaneo direttamente al presunto agente. I Carabinieri raccomandano di diffidare delle richieste di pagamento effettuate attraverso canali esterni rispetto a quelli ufficiali della piattaforma o dell’operatore, La richiesta di un bonifico urgente, soprattutto quando viene accompagnata dalla promessa di bloccare immediatamente un’offerta, merita quindi particolare attenzione. Lo stesso vale per richieste di pagamento in criptovalute o attraverso carte regalo o ricariche di prepagate.
Prima di trasferire denaro è opportuno verificare chi sia effettivamente il destinatario e, in caso di dubbio, interrompere la procedura e contattare l’agenzia attraverso recapiti ufficiali, reperiti autonomamente e non attraverso il link o il numero fornito dal presunto agente.
Su Qualitytravel abbiamo già pubblicato una guida dedicata proprio a questo tema che invitiamo a rileggere: come riconoscere un’agenzia di viaggi affidabile in Italia ed evitare le truffe online. La verifica dell’identità dell’agenzia, dei suoi recapiti e delle modalità di pagamento rappresenta il primo livello di protezione per chi acquista una vacanza online.
La truffa di Codroipo mostra inoltre come Facebook e le applicazioni di messaggistica possano essere utilizzati come punto di ingresso per una frode. La pubblicazione di un’offerta su un social network non certifica l’affidabilità di chi la propone. Un profilo può essere falso, compromesso oppure costruito appositamente per simulare l’identità di un’impresa esistente.
Anche il passaggio dalla pagina social a una chat privata dovrebbe indurre a mantenere alta l’attenzione, soprattutto quando la conversazione viene utilizzata per accelerare la conclusione della vendita e ottenere un pagamento immediato.
I Carabinieri invitano inoltre a non cliccare sui collegamenti ricevuti tramite SMS, email o social network quando non si è certi della loro provenienza.
Se dopo un pagamento il presunto agente diventa irreperibile, se il sito non risulta più raggiungibile oppure se emergono incongruenze sull’identità dell’operatore, è importante agire rapidamente.
La prima cosa da fare è contattare la propria banca o il gestore dello strumento di pagamento per verificare quali azioni siano ancora possibili. Se sono stati comunicati dati della carta o informazioni riservate, è necessario procedere immediatamente con le misure di sicurezza appropriate.
Occorre poi raccogliere e conservare tutte le prove: conversazioni, email, screenshot delle offerte, indirizzi web, numeri di telefono, ricevute dei pagamenti e coordinate bancarie utilizzate.
Infine, è fondamentale presentare denuncia alle forze dell’ordine.
La tempestività può essere determinante, come dimostra proprio il caso di Codroipo. I Carabinieri sono riusciti a risalire al responsabile e a sequestrare il conto corrente utilizzato per le somme provenienti dalle truffe.
La regola più semplice resta quindi anche quella più efficace: prima di pagare un viaggio online bisogna verificare chi lo sta vendendo. Un’offerta che impone di decidere in pochi minuti, richiede un pagamento immediato e non consente di effettuare controlli indipendenti dovrebbe essere considerata un campanello d’allarme, non un’occasione da cogliere al volo.
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