Rimini, 11 agosto 2026 – “Erano lì tranquilli, mio figlio e i suoi tre amici, bevevano una birra e scherzavano. Poi è arrivato questo gruppo, una decina di ragazzi. Si sono avvicinati e hanno iniziato a provocarli, senza un motivo. Mio figlio ha cercato di difendersi e a quel punto si sono accaniti soprattutto su di lui. È dovuto scappare e ha cercato rifugio dentro il Boomerang. A quel punto è scoppiato il finimondo: gli hanno tirato addosso di tutto”.
Parte da qui il racconto di Gianluca Bruschi, padre del 21enne riminese rimasto ferito nella feroce aggressione avvenuta la scorsa settimana sul lungomare Tintori, nella zona del portocanale. È lui a ricostruire quanto sarebbe successo prima delle immagini diventate virali sui social: pochi secondi di video nei quali si vede un gruppo di persone scagliarsi verso il locale Boomerang, con sedie e altri oggetti che volano mentre il giovane cerca disperatamente di mettersi al riparo. La vicenda risale alla notte tra giovedì e venerdì scorsi. Siamo nella zona del porto, vicino al Boomerang. Il locale, va precisato, non c’entra nulla con l’origine dell’aggressione ed era ormai in fase di chiusura. Il 21enne si trovava nei paraggi insieme a tre coetanei. “Erano loro quattro, bevevano una birra, ridevano e scherzavano. Dalla spiaggia è arrivato questo gruppo, saranno state una decina di persone. Mio figlio mi ha raccontato che uno di loro aveva addirittura una maglia tirata sul volto, tipo un passamontagna. E avevano delle bottiglie in mano”.
I quattro, racconta Bruschi, inizialmente non avrebbero dato troppo peso alla presenza del gruppo. Poi qualcosa cambia. “Sono venuti proprio verso di loro e hanno cominciato a infastidirli”.
La situazione a quel punto precipita. “Hanno cominciato ad accerchiarli, a dare buffetti e schiaffi, a tirargli addosso la birra. I ragazzi cercavano di arretrare, di spostarsi verso il lungomare, ma questi continuavano”. Il 21enne viene colpito più volte. “A mio figlio uno di loro ha dato due o tre schiaffi. Al primo è rimasto fermo, al secondo e al terzo ha capito che la situazione stava diventando brutta. A quel punto ha cercato di difendersi”.
È qui che, secondo la ricostruzione della famiglia, va fatta una precisazione rispetto alle prime descrizioni dell’episodio circolate in rete: non si sarebbe trattato di una rissa scoppiata tra due gruppi, ma di un’aggressione iniziata con l’accerchiamento dei quattro ragazzi e con la successiva reazione del 21enne nel tentativo di difendersi. Saranno gli accertamenti delle forze dell’ordine a ricostruire con esattezza ogni passaggio e le eventuali responsabilità.
“A un certo punto i ragazzi sono dovuti scappare perché hanno iniziato a inseguirli. Mio figlio, visto che ormai se la stavano prendendo soprattutto con lui, è corso verso il Boomerang per cercare rifugio. È riuscito a entrare, ma quelli gli sono arrivati dietro, alcuni scavalcando la staccionata”. Il 21enne riesce a ripararsi dietro al bancone, ma l’aggressione continua. “Erano cinque o sei e gli tiravano addosso di tutto: sedie, bottiglie, qualsiasi cosa avessero a portata di mano. Una sedia lo ha colpito”.
È questa la scena immortalata nel video, girato da una turista presente sul posto e poi diventato virale sui social.
Quando il gruppo si dilegua, il ragazzo ha una profonda ferita alla fronte e perde sangue. Dopo un primo passaggio al pronto soccorso di Rimini, gli amici lo accompagnano a Riccione.
“Il taglio era profondo e bisognava suturarlo. Quando sono arrivato lo stavano ricucendo. Era scosso, si è messo a piangere per la tensione e per quello che era appena successo”.
Alla fronte sono serviti otto punti di sutura. Nei giorni successivi il 21enne è rimasto in osservazione e, dopo gli accertamenti sanitari, si è rivolto ai carabinieri per presentare denuncia. Toccherà ora agli investigatori ricostruire fino in fondo l’accaduto e cercare di identificare i responsabili.