ROMA – Il governo Meloni, il più longevo nella storia della Repubblica italiana, ha un merito su tutti: “Con la sua stabilità abbiamo risparmiato miliardi di euro”. Il direttore dell’Agenzia Dire, Mario Sechi, ospite di Franco Ferraro a Seven, su Sky TG24, interviene sull’attualità politica. Partendo dal governo, tra le altre cose, il direttore Sechi sottolinea quale sia il suo più grande merito: “Un governo stabile è un’assicurazione sui mercati e sui risparmi degli italiani, come ben rilevano le agenzie di rating- spiega infatti- Molti non lo capiscono, ma la stabilità politica è uno dei meriti più grandi del governo non ha dilapidato la ricchezza dei cittadini”.
Proseguendo, nel corso del programma, rispondendo alle domande del conduttore, Sechi fa un’analisi sulla struttura del Partito Democratico e sulle regole del “campo largo”, in particolare in vista delle primarie. Riconosce che Elly Schlein domina il suo partito, “nettamente più movimentista e meno legato all’establishment tradizionale rispetto al passato”. Ma Sechi solleva il dubbio se questa piattaforma politica sia adatta per governare il Paese e per rassicurare gli alleati sulla centralità del PD. Poi Sechi pone sul tavolo “l’accrocchio” che lega la questione Primarie, ovvero l’idea della coalizione di definire prima un programma comune e poi celebrare le Primarie. “In realtà non funzionano così le Primarie- spiega- ogni leader porta il programma e lo fa scegliere agli elettori”. E “se non sarà così potrebbe finire anche in una mega rissa- la sua ipotesi. il Pd deve vincere le primarie, se no avremo il M5S che da junior partner passerebbe a guida della coalizione, un po’ hard”, la sua osservazione.
Dall’altra parte, “Conte sta provando a realizzare un takeover (una scalata) sul centrosinistra. La sua strategia- spiega il giornalista- consiste nel far votare preventivamente la piattaforma politica ai militanti del Movimento 5 Stelle, arrivando così al tavolo delle trattative in una posizione di forza negoziale, ovvero può dire ‘questo non si tratta perché me lo sono fatto votare'”. Il leader del Movimento 5 Stelle “sfrutta il fatto che il Partito Democratico non ha ancora presentato un proprio programma definitivo. Inoltre, ritiene che una parte dell’elettorato di centrosinistra lo consideri più spendibile e pronto per la guida del governo”, chiarisce Sechi. Per poi passare però a indicare quali sono gli assi nella manica della segretaria del Pd: “Schlein può contare sulla propria freschezza, sul sostegno giovanile e sul valore simbolico di una leadership femminile in diretta contrapposizione a Giorgia Meloni”.