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Vince il 6 da 223 milioni al SuperEnalotto, la moglie separata presenta il conto: «Metà dei soldi adesso sono miei»


Una schedina da 5 euro e una fortuna da 223,2 milioni di euro. Ma per il vincitore del 6 al SuperEnalotto la maxi vincita potrebbe avere un prezzo molto alto. La moglie, dalla quale sarebbe separato solo di fatto, ha infatti rivendicato una parte del jackpot e chiede fino a 80 milioni di euro. La storia arriva da Oggiono, in provincia di Lecco, dove lo scorso 11 settembre è stata centrata una delle vincite più importanti nella storia recente del SuperEnalotto.

Una giocata costata appena 5 euro ha permesso al fortunato vincitore di indovinare tutti e sei i numeri estratti. Ma mentre il vincitore si prepara a incassare una somma che potrebbe cambiare per sempre la sua vita, sul jackpot è comparsa un'altra persona: la moglie.

La ex moglie: «Voglio metà dei soldi»

La donna, 48 anni e residente nel Frusinate, avrebbe appreso della vincita attraverso alcune confidenze fatte dal marito agli amici. A quel punto si sarebbe rivolta ai propri avvocati per far valere le sue ragioni. Il punto centrale della vicenda è il matrimonio. I due si erano sposati il 25 aprile 2023 in regime di comunione legale dei beni. Secondo quanto sostenuto dai legali della donna, dunque, il fatto che i coniugi fossero già separati nella vita quotidiana non sarebbe sufficiente, da solo, a escludere la vincita dalla comunione.

La richiesta: 8 mila euro ogni mese

La moglie avrebbe avanzato una richiesta precisa: 8 mila euro al mese. In alternativa, avrebbe chiesto una somma una tantum di 80 milioni di euro. Una cifra che, naturalmente, dovrà essere valutata nell'ambito della controversia e che non significa che la donna abbia già ottenuto o abbia automaticamente diritto a quella somma. La questione dovrà essere stabilita sulla base della situazione giuridica della coppia e delle norme applicabili al momento della giocata. Il dettaglio che può cambiare tutto È proprio la differenza tra separazione di fatto e separazione giuridicamente formalizzata a rendere la vicenda particolarmente delicata. I due coniugi vivevano ormai separati e in città diverse, ma il loro matrimonio non sarebbe stato ancora definitivamente sciolto. Gli avvocati della donna hanno richiamato anche precedenti della Corte di Cassazione relativi alle vincite ottenute durante il matrimonio in regime di comunione legale. Il punto da chiarire sarà quindi se la vincita da 223,2 milioni debba essere considerata un bene esclusivamente riconducibile al giocatore oppure se, almeno in parte, possa rientrare nella comunione tra i coniugi.

Il vincitore non ha ancora incassato i 223 milioni

C'è poi un altro elemento che rende la storia ancora più delicata. La maxi vincita non sarebbe ancora stata riscossa. Il vincitore ha 180 giorni di tempo per reclamare il premio. Nel frattempo, la diffida inviata dai legali della moglie apre ufficialmente un confronto sulla destinazione del denaro. Il vincitore avrebbe dieci giorni per opporsi alle richieste avanzate dalla donna.

Da una schedina da 5 euro a una battaglia milionaria

La schedina vincente del Superenalotto era stata giocata al bar Al Chicherin di via Milano, a Oggiono. I sei numeri estratti erano 8, 13, 16, 52, 64 e 70. Una giocata da appena 5 euro si è così trasformata in un jackpot da 223,2 milioni di euro. Ma quella che sembrava una favola a lieto fine rischia ora di trasformarsi in una lunga disputa giudiziaria. Il vincitore dovrà infatti affrontare una domanda decisiva prima ancora di poter pensare a come spendere la sua fortuna: quanto di quei 223 milioni sarà realmente suo? La risposta dipenderà dagli sviluppi della separazione e dalla decisione sulle eventuali pretese della moglie.

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