La quindicesima tappa sconvolge gli equilibri e le gerarchie della Grande Boucle, disegnando scenari del tutto inattesi per i protagonisti della classifica generale. Il verdetto più amaro colpisce Jonas Vingegaard: il capitano della Visma è stato costretto al ritiro e al trasporto in ospedale dopo una rovinosa caduta nel finale di gara, che lo costringerà a sottoporsi a un intervento chirurgico alla clavicola. Con l'uscita di scena del suo rivale storico, Tadej Pogacar blinda ulteriormente il primato in classifica, ma sulle rampe conclusive sceglie di non affondare il colpo, mettendosi a disposizione del compagno Isaac Del Toro. Della situazione ha saputo approfittare uno straordinario Remco Evenepoel, superlativo in salita e capace di piegare nello sprint decisivo il duo della Uae Emirates. Il belga balza così in seconda piazza nella generale a 5 minuti dallo sloveno, mentre il giovane messicano sale sul terzo gradino del podio virtuale, sfilando anche la maglia bianca a Paul Seixas, giunto quarto con un ritardo di 58 secondi.
La frazione vive su una fuga a lunga gittata che il plotone controlla a debita distanza, tirato dagli uomini della Visma intenzionati a lanciare il proprio leader verso il successo parziale. A 21 chilometri dall'arrivo, tuttavia, i piani della squadra olandese crollano: in corrispondenza di una rotonda affrontata ad alta velocità, il blocco di testa perde aderenza e Vingegaard finisce pesantemente a terra, non riuscendo a controllare la propria bicicletta. Nell'incidente rimane parzialmente coinvolto anche Del Toro, il quale però riesce a ripartire senza particolari conseguenze fisiche. Con il traguardo nel mirino e la corsa oramai priva del secondo in classifica, la Red Bull-Bora-hansgrohe si porta in avanguardia per imporre il ritmo a favore di Evenepoel, preparando il terreno per l'ascesa finale.
Quando Pogacar decide di accelerare a 8 chilometri dalla conclusione per favorire la scalata in graduatoria di Del Toro, soltanto Evenepoel dimostra di avere le gambe per rimanere a contatto con la coppia della Uae. Lo sloveno non affonda l'azione e gestisce lo sforzo insieme al compagno di squadra, permettendo al belga di rimanere in scia e di far valere il proprio spunto veloce negli ultimi metri prima della linea d'arrivo, con la maglia gialla che si accontenta della piazza d'onore. Nel dopo gara, la gioia del vincitore è incontenibile: "È fantastico, sono sopraffatto dalle emozioni. Sto correndo contro il corridore più forte di tutti i tempi, vincere al Tour in montagna contro di lui è difficilissimo. Hanno provato a vincere la tappa con Isaac, ma è bellissimo tenere il passo che ha fatto Pogacar: ho avuto così tante critiche sul fatto che non riuscivo a reggere sulle salite più difficili, ha un grandissimo significato per me e per chi mi sta intorno. Trovo adesso le migliori gambe in questo Tour, mi aspetto di avere un'altra grande giornata martedì con la cronometro". I pensieri del leader della corsa sono invece rivolti allo sfortunato rivale: "È molto triste che Jonas sia fuori, è dal 2021 che battagliamo qui. All'inizio non avevamo un buon rapporto, ma poi negli ultimi due anni siamo diventati buoni rivali, in qualche modo amici. Stanotte abbiamo dormito tutti e due pochissimo per dei controlli antidoping, magari con meno riposo ha avuto concentrazione su quella curva. Non lo so, ma è veramente difficile vederlo abbandonare". Il Giro di Francia osserverà ora il lunedì di sosta per poi riprendere martedì con una prova contro il tempo di 26 chilometri, che vedrà Evenepoel nel ruolo di specialista da battere.