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Vino, Cantine Settesoli prima in Sicilia per la dealcolizzazione


Milano, 25 ago. (askanews) – Cantine Settesoli ha ottenuto la licenza fiscale per il processo di dealcolizzazione ed è la prima realtà siciliana autorizzata dall’Agenzia delle Dogane di Porto Empedocle (Agrigento) alla produzione di bevande dealcolate e a bassa gradazione. La cooperativa di Menfi (Agrigento) dispone già dell’impianto necessario e ha ricevuto i primi ordini destinati ai mercati esteri.

L’impianto utilizza l’evaporazione sottovuoto per ridurre il contenuto alcolico dei vini. Cantine Settesoli lega questo investimento alla crescita della domanda di prodotti a minore gradazione, con particolare attenzione ai consumatori più giovani.

“L’innovazione, la ricerca e la sperimentazione sono da sempre asset strategici fondamentali per Cantine Settesoli” ha dichiarato il presidente Giuseppe Bursi. “Aver ottenuto per primi in Sicilia la licenza per la produzione di bevande dealcolate dimostra ancora una volta la nostra capacità di saper leggere il presente per progettare il futuro”.

“In una congiuntura economica sfavorevole come quella che sta attraversando il mondo del vino e con il cambiamento climatico che incombe, aprire nuove strade e mercati significa saper guardare con fiducia al domani per dare al settore nuovo respiro. Abbiamo già un impianto funzionante e i primi ordini per i mercati esteri” ha spiegato Bursi.

Il quadro normativo italiano sulla produzione di vino dealcolato è diventato operativo tra gennaio e febbraio 2026. Il decreto interministeriale del 29 dicembre 2025 ha disciplinato le modalità per il rilascio delle licenze e la gestione dei depositi fiscali, mentre dal 9 febbraio il Sian ha attivato le operazioni specifiche dedicate alla dealcolazione e alla parziale dealcolazione. Un passaggio che ha reso concretamente applicabile in Italia la normativa di settore e ha aperto la strada al rilascio delle prime autorizzazioni agli operatori.

Cantine Settesoli riunisce 2.000 soci e lavora 6.000 ettari di vigneto, pari al 7% della superficie vitata della Sicilia. Oltre 1.000 ettari sono coltivati in biologico. La cooperativa dispone di 35 cultivar e produce ogni anno circa 20 milioni di bottiglie.

L’export rappresenta il 55% del fatturato del vino imbottigliato e raggiunge più di 44 Paesi. Nel Distretto delle Terre Sicane, in provincia di Agrigento, il 70% delle 5.000 famiglie è coinvolto a vario titolo nell’attività della cooperativa. La produzione comprende vitigni autoctoni come Grecanico, Grillo e Nero d’Avola e varietà internazionali come Merlot, Syrah e Chardonnay.