Il maltempo si accanisce sul Veneto. Ieri, venerdì 28 agosto, la regione è stata colpita da forti temporali e violente grandinate che hanno provocato molti danni. Il governatore della Regione, Alberto Stefani, ha dichiarato lo stato di emergenza firmando il relativo decreto all’indomani dell’ondata di maltempo.
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«Violenti temporali, con raffiche di vento e grandinate, hanno sferzato quasi tutto il territorio, provocando danni anche gravi ad alberature e beni mobili e immobili, che ora dovranno essere attentamente quantificati - afferma Stefani -.
Mi stringo attorno a famiglie, lavoratori e imprese colpiti da eventi atmosferici violenti e improvvisi. E ringrazio la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le Forze dell'Ordine, i sindaci e tutte le persone che si sono subito messe a disposizione per aiutare, soccorrere e sostenere i cittadini in difficoltà».
Gli interventi effettuati dai vigili del fuoco fino a stamattina (29 agosto) sono stati 249, principalmente per alberi pericolanti, pali dell'illuminazione pubblica e delle linee telefoniche abbattuti, allagamenti, lamiere divelte e rimozione di detriti dalle strade. Ma altre 127 richieste sono in coda, per un totale di 376 interventi previsti. Le squadre dei Comandi provinciali sono al lavoro per ripristinare le condizioni di sicurezza nei comuni colpiti e portare a termine le richieste ancora in coda.
Nel dettaglio, nel Veronese sono stati effettuati 60 interventi con altrettante richieste in coda. Anche a Venezia sono stati effettuati 60 interventi, con 37 richieste in coda. A Padova gli interventi effettuati sono stati 55, otto le richieste in coda. A Treviso, a fronte di 30 interventi svolti, sono in coda cinque richieste, mentre a Vicenza gli interventi effettuati sono 21 e le richieste in coda 17. A Belluno e Rovigo sono stati effettuati rispettivamente 15 e otto interventi. Nel Veronese, le richieste ancora in coda si concentrano in particolare nei comuni di Isola della Scala, Cerea e Bovolone. Nel Veneziano, a supporto delle operazioni per la rimozione di alberi pericolanti, sono al lavoro anche due squadre della Protezione civile nelle zone di Mestre e Marghera.
L'ondata eccezionale di maltempo si è abbattuta con violenza sul territorio veronese, in particolare nella Bassa, ha causato devastazioni drammatiche per il comparto agricolo locale creando un quadro che Coldiretti definisce «sconfortante». La violenza dei fenomeni si è sommata alle grandinate e ai nubifragi che già nei giorni scorsi avevano pesantemente compromesso le colture di riso, tabacco, cereali e frutticole, come nel caso di Zevio, Palù, Oppeano e Ronco all'Adige.
«Il fenomeno di ieri sera - sottolinea Coldiretti - ha purtroppo inflitto un colpo che rischia di essere fatale. Oltre alla distruzione dei raccolti, sono state sventrate e ridotte al suolo anche strutture aziendali fondamentali: magazzini, serre, depositi e impianti irrigui. Molte di queste infrastrutture, a causa della vetustà degli immobili o dell'impossibilità oggettiva di ottenere certificazioni di conformità, risultano non assicurabili. Si parla dunque di danni diretti non risarcibili, che gravano interamente sulle spalle degli agricoltori».
In attesa di un bilancio più preciso, le prime stime ufficiose sulla base delle analisi di Coldiretti Verona indicano un ammontare di danni nell'ordine di decine di milioni di euro. Alcune aziende non riusciranno a raccogliere nulla per la stagione in corso, affrontando il concreto rischio di perdere importanti quote di mercato nei prossimi anni e la necessità di investire nuovamente cifre importanti per tentare di ripartire. «Ci troviamo di fronte a un'emergenza non più sostenibile - ha detto Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona -. Gli imprenditori agricoli stanno facendo da mesi, se non da anni, sforzi ed enormi sacrifici per tenere aperte le attività in un contesto economico già fortemente compromesso da dinamiche esterne. Inoltre, questo evento climatico estremo si accanisce su strutture vecchie ma operative che non potevano accedere alle coperture assicurative per via di lacci burocratici e certificazioni impossibili da ottenere. È una vera e propria beffa: alcune aziende, oltre al rischio di non raccogliere nulla, dovranno sobbarcarsi ulteriori oneri francamente difficili da affrontare in questo momento. Il rischio per loro è quello di sparire dal mercato».
Nel weekend il contesto tornerà a mantenersi stabile in tutto il Veneto con lieve abbassamento delle temperature ma caldo sempre piuttosto intenso e afoso, tipicamente estivo almeno fino al 31 di agosto. Maggiore instabilità potrebbe ripresentarsi tra 1 e 2 settembre a causa di una nuova flessione del campo barico, ma servono ancora conferme specie per i dettagli. A seguire nuovo probabile rinforzo dell'alta pressione, con tempo più stabile e temperature in aumento, ancora al di sopra della media stagionale. Vediamo le previsioni per il fine settimana con gli esperti di 3BMeteo.
Un campo di alte pressioni abbraccia il Veneto garantendo tempo stabile e assolato ovunque. Nello specifico su litorali, pianure occidentali e pianure orientali cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l'intera giornata; sulle Prealpi nubi in progressivo aumento con deboli piogge al pomeriggio. Schiarisce in serata; sulle Dolomiti nubi in progressivo aumento con deboli piogge dal pomeriggio. Venti molto deboli dai quadranti nord-orientali in attenuazione e in rotazione ai quadranti sud occidentali; Zero termico nell'intorno di 4000 metri. Mare da mosso a poco mosso.
Tempo stabile e assolato anche domenica. Nello specifico su litorali, pianure occidentali, pianure orientali e Prealpi cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi per l'intera giornata; sulle Dolomiti nubi in progressivo aumento con deboli piogge dal pomeriggio. Venti deboli dai quadranti nord-orientali in rotazione ai quadranti sud-orientali; Zero termico nell'intorno di 4150 metri. Mare poco mosso.