Violenza sulle donne: costretta a prostituirsi al quinto mese di gravidanza, ventenne rumena scappa e denuncia il marito
A Padova, un altro caso di violenza sulle donne: la vittima si è salvata chiedendo aiuto in un bar nel quartiere Sacro Cuore. Il titolare ha chiamato il 113 e la Mobile ha fermato l'uomo

19 luglio 2026

A Padova, un altro caso di violenza sulle donne. Dopo l'ennesimo sopruso a causa di un incasso ritenuto irrisorio, ha trovato la forza di scappare e chiedere aiuto in un bar. Sotto choc e con il corpo pieno di ecchimosi: così una ventenne di origine rumena, al quinto mese di gravidanza, è stata salvata nel quartiere Sacro Cuore da mesi di violenze fisiche e psicologiche e dalla segregazione forzata cui il marito la costringeva.
La donna, sposata con il suo aguzzino e in avanzato stato di gravidanza, era costretta a prostituirsi. Isolata dal mondo, privata del cellulare era alla completa mercè di un connazionale di 26 anni, con precedenti per sfruttamento della prostituzione. «Mio marito vuole uccidermi. Vi prego, aiutatemi». Queste le parole ripetute prima al barista che l'ha immediatamente soccorsa, poi alle forze dell'ordine.
La ventenne, che da mesi viveva segregata in un'abitazione all'interno della quale era diventata la fonte di reddito per il compagno disoccupato, ha avuto la lucidità di approfittare di un momento in cui l'uomo, dopo l'ennesima notte di soprusi e violenze, si era addormentato. Così è riuscita a uscire di casa e a rifugiarsi nel bar più vicino dove ha raccontato una storia di quotidiana sopraffazione.
Nonostante la gravidanza infatti, il marito pretendeva che continuasse a prostituirsi e a guadagnare, impedendole anche le visite di controllo di routine all'ospedale, probabilmente nel timore che venissero scoperti i maltrattamenti. La telefonata dell'esercente al 133 ha fatto scattare l'intervento della Mobile che prima ha ascoltato la testimonianza della donna, accompagnata subito all'ospedale per verificare anche le condizioni di salute del bambino. Lì la ventenne ha raccontato l'ennesimo maltrattamento: dopo essere stata violentemente picchiata per un incasso ritenuto inadeguato, è stata costretta a passare la notte in ginocchio.
Ora per l'uomo si sono aperte le porte del carcere, mentre la ventenne è stata accolta in una struttura protetta contro la violenza sulle donne: lì ha iniziato un percorso di cure e assistenza psicologica dopo mesi di sopraffazioni. Inoltre, il questore di Padova Marco Odorisio ha disposto l’attivazione delle procedure per l’allontanamento del ventiseienne rumeno dal territorio nazionale attraverso l’Ufficio immigrazione.
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